Composte di frutta, marmellate e confetture: facciamo chiarezza una volta per tutte

Composte di frutta, marmellate e confetture: facciamo chiarezza una volta per tutte

Composte, marmellate, confetture, gelatine di frutta … il mercato ci offre tutto e di tutto e a regnare sovrana è la confusione di noi tutti, sempre più distratti dall’elemento più importante: la genuinità.

Urge fare un po’ di chiarezza perché c’è davvero tanto che dovremmo sapere!

Ecco allora delle informazioni davvero utili per orientarci in maniera consapevole in un mercato sempre più vario, confuso e policromo.

Le confetture: differenze sostanziali

La disinformazione regna sovrana per noi consumatori che dovremmo, piuttosto, essere tutelati e informati per un acquisto consapevole. Invece la presenza sempre più ampia e diversificata di prodotti in commercio ci disorienta e ci confonde.

Ebbene, per fare chiarezza è possibile partire da alcuni dati inconfutabili sulla produzione della marmellata e della confettura: attualmente la definizione merceologica di questi prodotti e di tutte le loro varianti (confettura extra, crema, ecc.) è sancita dal Decreto Legislativo del 20 febbraio 2004 n° 50.

  • Confettura: essa è una mescolanza gelificata ottenuta dalla lavorazione di polpa o purea di polpa di frutta con una concentrazione pari a =35%;
  • Confettura EXTRA: tale viene definita la mescolanza, sempre gelificata, ottenuta dalla lavorazione della polpa NON concentrata di frutta in una quantità pari a =45%;
  • Composte di frutta: per essere definite tali le preparazioni devono avere una quantità di frutta pari almeno al 65%. Diversamente, rientrerebbero nell’alveo delle classiche confetture.

Perché preferire le composte di frutta

Finalmente sembra chiaro: chi intenda consumare un prodotto davvero a base di frutta e non piuttosto un concentrato di zucchero, farà bene ad orientarsi sulle preparazioni che vedono la maggiore concentrazione possibile di frutta.

Ad oggi, queste sono le composte, con una percentuale pari al 60% – 65%.

Ma esiste un prodotto che ha superato il traguardo in termini di maggiore concentrazione in assoluto di polpa di frutta concentrata: si tratta delle composte Bontà, prodotto di eccellenza e qualità dal marchio made in Italy.

Perché questo prodotto riesca a raggiungere una percentuale così elevata di frutta senza che questo vada assolutamente a danno della qualità del prodotto, anche in termini di cattiva conservazione e/o avaria, è presto detto: al posto dello zucchero viene utilizzato Sweeto, il dolcificante naturale che permette a chi consuma le nostre composte di frutta di risparmiare in un solo vasetto ben l’87% di calorie!

Una confettura media alla fragola possiede 247 kcal, mentre bontà di fragola ne possiede solo 32 kcal. Questi dati fanno davvero riflettere!!!

Un dato positivo … che fa sperare

E’ previsto che il mercato globale dei dolcificanti cresca in maniera enorme e continua durante il periodo 2015-2021. Uno dei principali fattori di crescita sarà l’aumento della domanda per prodotti più salutistici a basso contenuto calorico”: è questa la dichiarazione formulata dal Trasparency Market Research che ci offre uno spaccato ben preciso del mercato della realtà dei dolcificanti dell’oggi e del domani.

Attenzione poi alle confetture EXTRA 90%, 100%, 120% di frutta a volte presenti in commercio: questa dicitura è fuorviante per noi consumatori che pensiamo di acquistare un buon prodotto.

In verità stiamo acquistando prodotti con lavorazione della polpa NON concentrata (quindi di bassa qualità).

Una piccola curiosità sulla polpa

Un’altra significativa differenza che parte dalla disinformazione di noi cittadini è la seguente: marmellata ottenuta da polpa concentrata / marmellata ottenuta da polpa NON concentrata.

Che vuol dire esattamente? E quali sono le differenze?

Concentrare, nel linguaggio industriale, significa sottoporre un alimento ad un processo di eliminazione di una certa quantità d’acqua dalla sua composizione.

Facciamo un esempio: l’uva, come ben noto, è ricchissima d’acqua.

Se realizzassimo una marmellata a base di uva finiremmo con il consumare più acqua che frutta.

Ebbene, le composte ottenute dalla polpa concentrata privano il prodotto di una parte di acqua, quella cioè in eccesso.

Di contro, le composte e/o marmellate a base di polpa NON concentrata la mantengono a discapito della qualità. Ecco una ragione in più per la quale prediligere le composte a base di polpa di frutta concentrata.

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