Composte di frutta, marmellate e confetture: facciamo chiarezza una volta per tutte

Composte, marmellate, confetture, gelatine di frutta … il mercato ci offre tutto e di tutto e a regnare sovrana è la confusione di noi tutti, sempre più distratti dall’elemento più importante: la genuinità.

Urge fare un po’ di chiarezza perché c’è davvero tanto che dovremmo sapere!

Ecco allora delle informazioni davvero utili per orientarci in maniera consapevole in un mercato sempre più vario, confuso e policromo.

Le confetture: differenze sostanziali

La disinformazione regna sovrana per noi consumatori che dovremmo, piuttosto, essere tutelati e informati per un acquisto consapevole. Invece la presenza sempre più ampia e diversificata di prodotti in commercio ci disorienta e ci confonde.

Ebbene, per fare chiarezza è possibile partire da alcuni dati inconfutabili sulla produzione della marmellata e della confettura: attualmente la definizione merceologica di questi prodotti e di tutte le loro varianti (confettura extra, crema, ecc.) è sancita dal Decreto Legislativo del 20 febbraio 2004 n° 50.

  • Confettura: essa è una mescolanza gelificata ottenuta dalla lavorazione di polpa o purea di polpa di frutta con una concentrazione pari a =35%;
  • Confettura EXTRA: tale viene definita la mescolanza, sempre gelificata, ottenuta dalla lavorazione della polpa NON concentrata di frutta in una quantità pari a =45%;
  • Composte di frutta: per essere definite tali le preparazioni devono avere una quantità di frutta pari almeno al 65%. Diversamente, rientrerebbero nell’alveo delle classiche confetture.

Perché preferire le composte di frutta

Finalmente sembra chiaro: chi intenda consumare un prodotto davvero a base di frutta e non piuttosto un concentrato di zucchero, farà bene ad orientarsi sulle preparazioni che vedono la maggiore concentrazione possibile di frutta.

Ad oggi, queste sono le composte, con una percentuale pari al 60% – 65%.

Ma esiste un prodotto che ha superato il traguardo in termini di maggiore concentrazione in assoluto di polpa di frutta concentrata: si tratta delle composte Bontà, prodotto di eccellenza e qualità dal marchio made in Italy.

Perché questo prodotto riesca a raggiungere una percentuale così elevata di frutta senza che questo vada assolutamente a danno della qualità del prodotto, anche in termini di cattiva conservazione e/o avaria, è presto detto: al posto dello zucchero viene utilizzato Sweeto, il dolcificante naturale che permette a chi consuma le nostre composte di frutta di risparmiare in un solo vasetto ben l’87% di calorie!

Una confettura media alla fragola possiede 247 kcal, mentre bontà di fragola ne possiede solo 32 kcal. Questi dati fanno davvero riflettere!!!

Un dato positivo … che fa sperare

E’ previsto che il mercato globale dei dolcificanti cresca in maniera enorme e continua durante il periodo 2015-2021. Uno dei principali fattori di crescita sarà l’aumento della domanda per prodotti più salutistici a basso contenuto calorico”: è questa la dichiarazione formulata dal Trasparency Market Research che ci offre uno spaccato ben preciso del mercato della realtà dei dolcificanti dell’oggi e del domani.

Attenzione poi alle confetture EXTRA 90%, 100%, 120% di frutta a volte presenti in commercio: questa dicitura è fuorviante per noi consumatori che pensiamo di acquistare un buon prodotto.

In verità stiamo acquistando prodotti con lavorazione della polpa NON concentrata (quindi di bassa qualità).

Una piccola curiosità sulla polpa

Un’altra significativa differenza che parte dalla disinformazione di noi cittadini è la seguente: marmellata ottenuta da polpa concentrata / marmellata ottenuta da polpa NON concentrata.

Che vuol dire esattamente? E quali sono le differenze?

Concentrare, nel linguaggio industriale, significa sottoporre un alimento ad un processo di eliminazione di una certa quantità d’acqua dalla sua composizione.

Facciamo un esempio: l’uva, come ben noto, è ricchissima d’acqua.

Se realizzassimo una marmellata a base di uva finiremmo con il consumare più acqua che frutta.

Ebbene, le composte ottenute dalla polpa concentrata privano il prodotto di una parte di acqua, quella cioè in eccesso.

Di contro, le composte e/o marmellate a base di polpa NON concentrata la mantengono a discapito della qualità. Ecco una ragione in più per la quale prediligere le composte a base di polpa di frutta concentrata.

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Aspartame, stevia, agave e simili: come non naufragare in un mare di offerte.

Tra miti e false credenze … ecco a cosa NON serve lo zucchero

È possibile conciliare la logica del profitto con un’alimentazione sana e davvero genuina?

La risposta è NO. Lo dimostra il fatto che a primeggiare oggi nel settore alimentare è lo zucchero, killer silenzioso che causa obesità, diabete e carie. Nelle vesti di consumatori siamo poco informati, è questa la verità.

Finché le cose resteranno così non potremmo auspicare ad un’alimentazione davvero genuina. Tuttavia, cambiare è possibile e bisogna crederci, perché finalmente oggi le alternative ci sono.

Per farlo dobbiamo però superare la falsa credenza che lo zucchero sia insostituibile.

Siamo convinti che quest’ultimo sia l’unico ingrediente davvero efficace per preparare dolci gustosi e soffici, dalla giusta consistenza, che si possano conservare scongiurando, nel breve-medio periodo, l’attacco di batteri, muffe ect.

Crediamo che lo zucchero e solo lo zucchero possa conferire quel sapore dolce che garantisce bontà ai nostri frullati. Ebbene, dobbiamo ricrederci, ed ecco perché.

Smascheriamo le nostre false credenze sullo zucchero

Un modo alternativo di preparare e conservare marmellate, dolcetti e persino caramelle per i nostri figli in verità esiste.

Si tratta di Sweeto, un prodotto che mette insieme tutte le caratteristiche ritenute tipiche ed esclusive dello zucchero con quelle di un prodotto davvero naturale, con ZERO calorie e ZERO indice glicemico.

Vogliamo verificarne il reale valore in termini nutrizionali e di resa? Facciamo un confronto con lo zucchero mettendo a tacere le false credenze.

Crediamo che lo zucchero sia il migliore conservante

Non è così. È innegabile che lo zucchero agisca come conservante.

Tuttavia per farlo esso opera con lo stesso meccanismo del cloruro di sodio: penetra nei composti, cattura l’acqua e disidrata l’alimento. È così che si crea un habitat non idoneo alla crescita di alcuni batteri.

I batteri, in questo modo, non procedono più alla divisione cellulare vitale per la loro duplicazione: ecco perché lo zucchero è un ottimo conservante.

Sweeto, invece, non altera la composizione della preparazione, non agisce disidratandola e non interviene sulla prolificazione batterica, processo questo del tutto naturale che non dovrebbe essere inibito. I dolci si conservano a lungo, ma in maniera del tutto naturale.

Crediamo che lo zucchero abbia un sapore insostituibile

Niente affatto. Quello che crediamo sia “buono” è dato dalla presenza di aspartame ed additivi aggiunti.

Questo sapore ci risulta gradevole solo perché ci siamo ormai abituati. Utilizziamo Sweeto e noteremo come il caffè non lascia nessun retrogusto.

Finalmente potremmo mettere fine a quella sensazione di avere la bocca amara, che, in vero, sensazione non è, visto che si tratta del reale effetto dell’azione dannosa esercitata dallo zucchero contro gli enzimi presenti nella nostra bocca.

Sweeto dolcifica esattamente come lo zucchero: impariamo a sostituirlo ad esso.

Il suo rapporto, in termini di dosaggio nelle preparazioni casalinghe, è per altro semplicissimo, essendo esso pari a 1 a 1.

Crediamo che lo zucchero sia più economico

Ecco un’altra falsa credenza. Lo zucchero costa poco, le marmellate “comuni” a base di zucchero costano poco.

Ebbene, neppure ci rendiamo conto di quanto stiamo perdendo in termini di valore aggiunto.

Pensiamo di acquistare un buon prodotto?  In realtà stiamo acquistando prodotti di bassissima qualità. Marmellate che possiedono fino al 60% di zucchero costano meno, è normale.

Il perché è evidente: in queste la frutta dobbiamo cercarla con la lente di ingrandimento.

Un prodotto che utilizza l’85% della frutta – esiste e come, si tratta delle composte di frutta realizzate con Sweeto – parte dalla polpa concentrata, quindi di alta qualità.

Si tratta di un reale valore aggiunto. È qui che si risparmia tanto, soprattutto in salute.

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Dolcificanti e dosaggi alterati: come preparare un dolce in casa senza complicarsi la vita

Ormai siamo talmente abituati ad utilizzare lo zucchero nella preparazione di biscotti e torte che neppure consideriamo la possibilità di farne a meno.

Il mercato, tuttavia, prendendo le mosse dai danni evidenti e scientificamente provati che il consumo abituale di zucchero cagiona, offre una gamma assai ampia di dolcificanti alternativi da impiegare nella preparazione di dolci di ogni genere senza zucchero.

Si tratterebbe di una grande possibilità se non fosse che, dietro la bontà della scelta, si celano parecchie difficoltà e numerosi svantaggi.

Come complicarsi la vita in cucina

In manuali cartacei e online si trova spesso questa affermazione: “per realizzare le ricette di dolci senza zucchero è sufficiente sostituirlo con un dolcificante”.

Affermazione questa oltremodo scontata che non tiene conto di un piccolo particolare: la difficoltà che sta a monte alla scelta del dolcificante da acquistare.

Meglio biologico, vegetale o animale?

Meglio i dolcificanti chimici – di gran moda negli ultimi anni ma spesso al centro di tante polemiche – o quelli di origine totalmente naturale, adatti ai vegani ma non ai diabetici?

Non tutti infatti lo sanno: sciroppo d’acero, stevia, malto e fruttosio sono naturali, sì, ma hanno un elevato potere glicemico.

Fortunatamente una valida alternativa che concilia tutte queste necessità ci vien in soccorso: essa porta in nome di Sweeto: naturale sia all’origine che nella fase del trattamento successivo, con un contenuto di calorie pari a ZERO e ZERO indice glicemico.

Rapporto 1 a 3 ed altre varianti: addio alle vecchie care, buone ricette

Torniamo nuovamente all’affermazione: “per realizzare le ricette di dolci senza zucchero è sufficiente sostituirlo con un dolcificante”. Essa cela un altro problema di non poco conto.

È infatti più facile a dirsi che a farsi, visto che il rapporto tra zucchero e dolcificante in termini di dosi viene ad essere completamente alterato nel caso di utilizzo di stevia, fruttosio, melassia & company.

Il rapporto 1 a 3 o, peggio ancora quello 1 a 4 che molte ricette di dolci e preparazioni a base di dolcificante in genere richiedono, non è facile da rispettare.

E’ sufficiente osservare questo grafico per toccare con mano il senso di quanto stiamo affermando:

MIELESCIROPPO D’ACEROMALTOSTEVIASCIROPPO D’AGAVEFRUTTOSIO
80 gr75 gr150 gr40 gr75 gr80 gr

Tabella: dosaggi dolcificanti in rapporto allo zucchero

Considerato che tutte le ricette classiche sono in prevalenza scritte tenendo conto dello zucchero bianco, intramontabile ingrediente principe di dolci e biscotti, c’è da chiedersi se non sia a questo punto necessario impastare con la calcolatrice in mano! Semplicemente assurdo.

Fortunatamente Sweeto, il dolcificante naturale acalorico adatto anche ai diabetici, risolve questo problema in maniera perfetta: esso lascia intatto il dosaggio 1 a 1.

Davvero in questo caso è sufficiente sostituire lo zucchero con il dolcificante, visto che a 100 grammi di zucchero indicati in ricetta corrispondono esattamente 100 grammi di Sweeto.

Così facendo, quindi mantenendo inalterate le dosi originarie, il risultato è un dolce soffice buono al gusto e perfetto all’aspetto.

L’utilizzo di quei calcoli e di quelle formule matematiche così difficili da rispettare e da ricordare non è più necessario a fronte di un risultato eccellente.

A donne e uomini ancora legati alla “tradizione” che credono che senza lo zucchero classico le proprie preparazioni non possono risultare impeccabili, non resta che provare.

A seguito della prova cosa emergerà è molto semplice: la preparazione realizzata con Sweeto (al posto dello zucchero) avrà la giusta consistenza, la giusta cottura, tanta morbidezza ed un’impeccabile gradevolezza al gusto.

Un dolce così preparato potrà essere destinato a tutti: grandi, piccini, anziani, diabetici, vegani e non.

L’invito è quello di sostituire, con facilità – e mantenendo le stesse, identiche dosi – lo zucchero classico con Sweeto per toccare con mano i risultati in termini di obiettivi culinari raggiunti.

A trarne beneficio sarà, oltretutto, la nostra salute.

Potremo sperimentare finalmente uno stato di benessere complessivo senza pari mangiando perfetti dolci con ZERO calorie e ZERO potere glicemico. Semplicemente fantastico.

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Tra miti e false credenze … ecco a cosa non serve lo zucchero

4 bugie sullo zucchero: ecco come le lobby alimentari ci nascondono la verità

Un numero sempre maggiore di persone consuma con regolarità alimenti zuccherati, trasformati e sottoposti a trattamenti industriali che li rendono tutto fuorché naturali.

Un male per la nostra salute, un bene per il settore industriale che peggiora così le pessime condizioni di salute in cui versa una popolazione, la nostra, sempre più pigra e obesa.

In testa ai prodotti trattati dalle lobby dell’industria alimentare conquista e detiene il suo triste primato lo zucchero bianco con tutte le sue nuove varianti (zucchero invertito, zucchero di canna, sciroppo di fruttosio, sciroppo di glucosio, fruttosio, mannitolo, sciroppo di malto, ect.).

Ma cosa spinge le grandi industrie alimentari a sfruttare questo canale realizzando cibi sempre più zeppi di zucchero? Scopriamolo.

Maggiore quantità di zucchero negli alimenti = maggiore profitto

Frutta e verdura, molto spesso odiati da più piccoli e soggetti a facile avaria, non rendono in termini economici. Meglio orientarsi su alimenti industriali di lunga durata e gustosi in cui primeggiano zucchero e grassi.

Questo ovviamente per le industrie, ma non per il nostro apparato cardiovascolare. Un numero sempre crescente di evidenze scientifiche dimostra il nesso tra consumo di zucchero ed aumento dell’obesità.

Sulla pelle di milioni di consumatori le grandi lobby alimentari, incuranti dell’aumento di malattie cardiache, diabete e cancro, sfornano prodotti sempre più raffinati e zuccherati.

Ecco le bugie sullo zucchero che dovremmo conoscere

Quel che è peggio è che un numero sempre maggiore di prodotti viene etichettato come light, senza zucchero, sugar free.

Ebbene, basta provarne qualcuno per rendersi conto di quanto questa etichettatura sia falsa e fuorviante. E’ giunta l’ora di aprire gli occhi perché di bugie sullo zucchero ce ne vengono raccontate tante.

Ecco svelatane alcune:

  1. Senza zucchero non significa privo di calorie: potendo essere lo zucchero sostituito da prodotti affini altrettanto calorici;
  2. Prodotto light non sta a significare prodotto senza zucchero: in questo, infatti, può essere ridotta la quantità di grassi mantenendo ferma, se non addirittura più alta, la quantità di zucchero;
  3. Non è vero che lo zucchero ci dà energia buona: come potrebbe il nostro organismo nutrirsi con un prodotto depurato con calce, trattato con acido solforoso e anidride carbonica e poi decolorato con carbone animale?
  4. Non è vero che lo zucchero faccia sempre bene per la concentrazione: al contrario, lo zucchero è l’imputato per tanti disturbi del comportamento e dell’apprendimento nei bambini.

Le ricadute dell’obesità sulle tasche della nostra economia

Il costo che la nostra economia è chiamata a sostenere per via del crescente decadimento della nostre condizioni di salute è enorme.

L’industria alimentare con la sua forza finanziaria si è dimostrata in grado, in questi anni, di soverchiare il potere della scienza e della medicina. Intanto il costo per il PIL europeo aumenta a dismisura toccando soglie allarmanti.

Si stima che in Europa il costo sostenuto per far fronte agli effetti dell’obesità in termini di farmaci, visite ospedaliere e costi per visite specialistiche rappresenti circa il 7% della spesa sanitaria complessiva sostenuta degli Stati membri dell’Unione Europea nel suo complesso.

Una nuova soluzione all’orizzonte: Sweeto

E’ giunta l’ora di mettere fine a questo business aziendale basato sulla massimizzazione del profitto a tutti i costi e con tutti i mezzi possibili.

La possibilità di dare una battuta di arresto a questo trend dal sapore tutto commerciale ce la dà un prodotto che, di recente, ha conquistato la fama di valida alternativa tutta naturale allo zucchero.

Si tratta di Sweeto, un dolcificante naturale al 100%, completamente privo di potere glicemico e con potere calorico pari a zero.

Un prodotto unico al mondo che, se riuscirà a farsi strada sul mercato e sconfiggere il potere dominante dei grandi monopoli del settore, potrebbe decretare la fine dell’utilizzo dei dolcificanti artificiali e di tutti i prodotti con essi preparati.

Un nuovo passo in avanti nella tutela della salute. Finalmente!

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Zucchero: i 5 insospettabili cibi in cui si nasconde

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) non fa che raccomandare di non assumere più del 10% delle calorie complessive del nostro fabbisogno sotto forma di zuccheri.

Ma noi, incuranti di questo preciso monito, consumiamo con regolarità alimenti sempre più ricchi di zuccheri.

Cibi preconfezionati di facile ed immediato utilizzo, sempre più allettanti al gusto e tutt’altro che genuini.

Bambini e adolescenti non dovrebbero superare i 25 grammi al giorno di zuccheri, una quantità pari ad un cucchiaio da tavola circa.

Ebbene, da una ricerca europea condotta da Idefics, nel 2015, emerge che, in media, i bambini italiani sotto i 10 anni ne consumano quasi 80 grammi al giorno.

Il problema più grave è che esistono alcuni cibi in cui si cela in maniera insospettabile lo zucchero.

Conoscerli è il primo modo di tutelare la nostra salute. Eccoli.

1. Succhi di frutta “senza zuccheri aggiunti”

Alimenti “senza zuccheri aggiunti” come i succhi di frutta possono erroneamente indurci a credere di essere privi di calorie.

È bene fare attenzione perché i cibi e le bevande senza zuccheri aggiunti potrebbero celare la presenza di altre tipologie di zuccheri come: maltosio, fruttosio o glucosio.

Quindi fate attenzione alle etichette!

2. Prodotti “light”

La diffusa presenza in commercio di prodotti light trova fondamento sul falso mito che essi siano privi di zuccheri ma non è affatto vero!

Quel che è peggio è che tutto ciò ci porta ad assumere una quantità di zucchero decisamente superiore al nostro reale fabbisogno.

Esistono alcune categorie più a rischio come ad esempio i diabetici che dovrebbero stare molto attenti al consumo di questi alimenti.

Il consiglio è quello di diffidare dalle diciture riportate sulle confezioni, scritte spesso, non a caso, a caratteri così piccoli da non poter essere letti.

Ci sono diversi ingredienti che si avvicinano allo zucchero e sono tutti molto simili ad esso: zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di fruttosio, fruttosio, sciroppo di glucosio, maltodestrine, mannitolo, sciroppo di malto, ect.

Non necessariamente troviamo la classica dicitura “zucchero” nell’elenco degli ingredienti dei prodotti light potendo essere riportati anche altri elementi, artificiali o trattati in maniera artificiale, del tutto simili allo zucchero quanto ad effetti dannosi per il nostro organismo.

È doveroso quindi annoverare questi alimenti nel conteggio glucidico giornaliero.

3. Yogurt “magro”

Tra gli alimenti che portiamo giornalmente a tavola, abbiamo imparato a fidarci di alcuni più di altri.

Ebbene, forse, dovremmo mettere in discussione le nostre sicurezze.

La quantità di zucchero semplice che assumiamo ad esempio nello yogurt definito “magro” è decisamente elevata.

Basti pensare che se è vero che una bibita gasata dolce contiene in media 6 cucchiaini di zucchero, uno yogurt magro ne cela circa 4 cucchiaini.

4. Pane confezionato

Nel pane confezionato, notoriamente ricco di conservanti, si cela un altro nemico del nostro benessere: lo sciroppo di glucosio.

Trattasi, nello specifico, di un dolcificante proveniente dal mais sottoposto a trattamenti industriali.

Mettere lo zucchero nel pane non ha alcuna ragion d’essere: l’avrebbe, al limite, se il pane fosse fatto in casa. Tutti sappiamo come una punta di zucchero aiuti i lieviti ad attivarsi migliorando così il processo di lievitazione.

Ma nel pane prodotto dalle industrie i lieviti sono di sintesi: lo zucchero dunque non serve a nulla, se non a rendere più appetitoso e gustoso il pane con maggiori probabilità di acquisto da parte dei consumatori. Ecco la vera ragione!

5. Altri “insospettabili” alimenti contenenti zuccheri

Tra gli altri insospettabili alimenti in cui si cela lo zucchero vi sono anche le conserve di pomodoro, alcuni insaccati e tutti i tipi di wurstel, i cereali per la prima colazione, l’aceto balsamico, i sughi pronti e le impanature degli alimenti confezionati.

Ne sono altresì ricchi zuppe, minestroni e contorni surgelati.

La ragione? Lo zucchero, oltre ad essere usato per dolcificare, svolge la funzione di addensante.

Il consiglio è quello di leggere attentamente le etichette e preferire alimenti fatti in casa, quali dolci e pasta preparati con un dolcificante del tutto naturale, completamente privo di calorie con un indice glicemico pari a zero.

Sweeto risponde in maniera eccellente a queste preferenze, trattandosi di un dolcificante tutto naturale con un indice glicemico pari a ZERO che può essere utilizzato sia così com’è che nelle preparazioni varie.

Il consiglio è quello di affidarsi a questi tipi di prodotti … prima che la nostra salute sia seriamente compromessa.

Zucchero: dannoso come il fumo e l’alcool. A confermarlo è la scienza

A rivelarlo è un gruppo di esperti dell’Università di San Francisco tramite un articolo pubblicato dalla rivista Nature: i danni provocati dal regolare consumo di zucchero sono molto simili a quelli derivanti dall’alcolismo.

Questo alimento comunemente presente sulle nostre tavole e sui banconi dei bar non è solo una miniera di calorie: esso altera il metabolismo e aumenta la pressione.

Oltretutto, sempre stando ai risultati della citata ricerca, lo zucchero, se consumato con regolarità – come fa almeno il 70% della popolazione mondiale – altera i segnali ormonali e causa danni significativi e a volte irreparabili al fegato.

In conclusione, lo zucchero rappresenta un pericolo per la nostra salute i cui danni sono in tutto e per tutto simili a quelli derivanti dal consumo abituale di alcol.

D’altronde, non è un caso che quest’ultimo derivi proprio dalla distillazione dello zucchero.

La verità sullo zucchero inizia a farsi sentire

L’interesse a sindacare e mettere a nudo i veri effetti dello zucchero sul nostro organismo nasce negli Stati Uniti: è qui infatti che il consumo di zucchero presente soprattutto nelle bevande gassate tocca l’apice. Appena qualche anno fa l’americano Robert Lustig, celebre esperto in neuroendocrinologia, tenne un’interessante conferenza intitolata “Lo Zucchero: l’Amara Verità”.

Postata su YouTube è stata vista da più di 900 mila persone e altre 60 mila ancora oggi ne prendono visione ogni mese. Cosa avrà reso così famosa questa conferenza?

Lustig definisce lo zucchero una “tossina”, un “veleno”.

Ma c’è di più. Lo scienziato non si riferisce solo allo zucchero bianco, quindi al saccarosio che si aggiunge al caffè, ma anche a tutta quella serie di additivi, sciroppi e prodotti ricavati da processi industriali. Questi andrebbero demonizzati.

Dallo sciroppo di granturco al fruttosio, dall’aspartame allo sciroppo di glucosio … c’è n’è per tutti i gusti. E a farne le spese è la nostra salute.

Questo studio trova conferma nei fatti: all’inizio degli anni 2000 negli Stati Uniti il consumo di zucchero ha toccato le soglie massime. Contestualmente, è salita a picco anche la diffusione del diabete e dell’obesità.

Non si tratta di una coincidenza dunque, ma di vera prova indiziaria.

La denuncia dei fatti approda anche in Italia

E in Italia? Qual è lo scenario? Come si colloca il consumo di zucchero nella nostra popolazione di consumatori?

Le cose da noi non vanno meglio. Risultati del tutto analoghi a quelli tratti dagli studi americani sono stati riscontrati anche dai nostri scienziati esperti in campo nutrizionale.

Essi hanno fatto tesoro degli studi americani portando avanti, già da un bel po’ di anni a questa parte, una campagna molto intensa che però, come vedremo, ha trovato e trova tuttora non pochi ostacoli.

La lotta è sempre più osteggiata per via del potere che possiedono le nostre industrie alimentari.

Lotta “Action on Sugar” e lobby industrie alimentari: chi vincerà?

La battaglia mirata a mettere luce sulla verità degli effetti dello zucchero sul nostro organismo non ha sortito, al momento, i risultati attesi.

La ragione è da ricondurre alla forza delle lobby delle industrie alimentari che si oppongono strenuamente alla riduzione dello zucchero nei cibi e nelle bevande.

Essi rifiutano – ovviamente –  di accettare la realtà, sostenendo che l’obesità non è certo provocata dal consumo di solo zucchero bensì di altri alimenti calorici introdotti nell’organismo.

La colpa dell’obesità, dunque, sarebbe da attribuire al consumo eccessivo di altri alimenti.

Fatto è che, grazie ad alcuni test condotti su un campione di adulti e bambini nella cui alimentazione sono stati eliminati succhi di frutta, dolciumi confezionati, caramelle e bevande gassate a base di zucchero & C., si è assistito ad una sensibile riduzione del loro peso, a fronte dello stesso consumo di altri alimenti.

Stesso discorso dicasi per gli indici di glicemia e diabete.

Eppure, la famosa campagna che Action on Sugar aveva condotto negli anni ’90 per la riduzione del sale, aveva ottenuto risultati del tutto soddisfacenti: limiti ed ostacoli a parte, essa si vede ora alle prese con l’obiettivo “riduzione dello zucchero” a favore di tutti, anziani e bimbi in testa.

Ci saranno sviluppi positivi?

La risposta non può che essere affermativa, sempre che tutti noi iniziassimo a cestinare lo zucchero sostituendolo con un dolcificante DAVVERO naturale e privo di calorie, qual è SWEETO, nostra ancora di salvezza, in quanto prodotto senza trattamenti artificiali, adatto a tutti, vegani compresi.

Finalmente abbiamo una valida alternativa per tutelare al meglio la nostra salute, si chiama SWEETO!

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Zucchero: i 5 insospettabili cibi in cui si nasconde

Aumento di asma ed allergie: ecco provata l’insospettabile correlazione con il consumo di zucchero

Che il consumo eccessivo di zucchero faccia male al nostro organismo è fatto ben noto, tuttavia, quello che è emerso recentemente è che lo zucchero possa addirittura favorire lo sviluppo di allergie alimentari e di asma.

A dichiararlo è Simmons, J. nel suo trattato “Is The Sand of Time Sugar? LONGEVITY”.

Gli italiani dovrebbero stare particolarmente attenti a questo “dolce elemento” anche perché, negli ultimi anni, viene registrato un consumo annuo pro capite medio di zucchero pari addirittura a 25 kg.

Prima di andare nel merito di questo nesso tra consumo eccessivo di zucchero e incremento delle probabilità di contrarre allergie ed asma, approfondiamo l’argomento “asma” al fine di conoscerne cause ed effetti e scoprire perché ai giorni nostri questa patologia è così in sensibile aumento.

Allergie e asma: patologie sempre più diffuse

L’allergia ha origine quando il nostro sistema immunitario reagisce a una sostanza normalmente innocua, come il polline, alcuni cibi o gli acari della polvere.

Il corpo identifica la sostanza come una minaccia e produce una risposta di difesa all’elemento avverso.

Gli ultimi sondaggi mostrano che i tassi di allergia sono in aumento in tutto il mondo: questa malattia colpisce fino al 30-35% delle persone in un dato momento della loro vita.

Tale incremento è stato inizialmente registrato in paesi come Regno Unito e Stati Uniti, ma oggi si è diffuso in tutti i paesi in fase di sviluppo industriale.

Il modo in cui l’allergia si manifesta sta cambiando: inizialmente l’aumento ha visto protagonisti asma e rinite allergica (febbre da fieno). Tuttavia, recenti studi oggi hanno confermato un significativo aumento anche dell’incidenza delle allergie alimentari, in particolare tra i bambini.

Nel Regno Unito si stima addirittura che nel 50% dei bambini sia diagnosticata una condizione allergica.

Allergie: cause acclarate e sospette

Sicuramente il fattore genetico rappresenta la prima causa del manifestarsi delle allergie. I bambini nati in famiglie in cui già esistono dei casi di allergie hanno più probabilità di sviluppare allergie.

In Italia si stima che i bambini che hanno una predisposizione a sviluppare un’allergia siano 1 su 5. Tuttavia, il rischio è destinato a raddoppiare se un genitore ha un’allergia (in particolare se quel genitore è la madre). Se entrambi i genitori soffrono di allergie il rischio poi arriva a toccare una probabilità pari al 60-80%.

Ma, se è vero che il fattore genetico sia determinante, lo sono anche altri fattori, tra i quali lo “stile di vita” (che si pone al secondo posto).

Una regolare attività fisica ed una dieta sana, genuina ed equilibrata rappresentano infatti dei sicuri alleati della nostra salute.

Vi sarebbero poi, a seguire, delle cause non ancora scientificamente provate, mentre, è ormai un dato certo l’impatto assolutamente negativo che lo zucchero ha sul nostro organismo, soprattutto dal punto di vista della capacità di contrastare gli allergeni.

La ragione è da ricondurre essenzialmente nella sua natura e dal metodo di lavorazione (raffinazione) al quale è sottoposto.

Per via delle sue componenti chimiche all’origine, lo zucchero altera le nostre difese immunitarie, rendendo il nostro organismo maggiormente vulnerabile. Lo zucchero aumenta infatti la produzione di una serie di composti chimici (AGE), che sono molecole che attaccano le proteine nel corpo accelerando così l’invecchiamento delle cellule.

In sintesi il consumo eccessivo di zucchero ha un effetto negativo sull’incidenza di malattie allergiche proprio per la sua capacità di abbattere le nostre difese immunitarie.

In conclusione, il consumo eccessivo di zucchero fa male: si tratta di una scomoda ed allarmante verità che è finalmente emersa. Da oggi tutti noi possiamo correggere alcune nostre cattive abitudini a cominciare da quella di addolcire il caffè utilizzando il comune zucchero bianco.

Possiamo evitare questo gesto, possiamo preferire un dolcificante che non faccia male.

L’alternativa ci viene data da Sweeto, il dolcificante naturale privo di coloranti, additivi con zero calorie e contenente eritritolo, un polialcolo presente naturalmente nella frutta.

Tuteliamo la nostra salute a cominciare da quello che consumiamo a tavola e lontano dai pasti.

4 buone ragioni per le quali donne e anziani non dovrebbero consumare zucchero

In questi ultimi anni si assiste ad un vero e proprio decadimento del nostro quadro generale di salute.

Sembra che le principali vittime siano le donne, fisiologicamente più deboli e vulnerabili.

Altra categoria “a rischio” è quella degli anziani, ovviamente maggiormente predisposti a malattie e minacce alla loro salute.

La lista delle patologie che con maggiore frequenza minacciano donne ed anziani è molto lunga: osteoporosi, difetto di circolazione sanguigna, aumento di glicemia e insulinemia, formazione di vene varicose, sviluppo di cancri al seno, alle ovaie, al colon retto, al pancreas, alla colecisti.

La medicina parte dal presupposto che questo triste, ma reale, scenario possa essere migliorato in maniera significativa adottando uno stile di vita sano che preveda una dieta genuina ed una regolare e moderata attività fisica.

Attenzione però: la minaccia è dietro l’angolo! La troviamo nel caffè che beviamo più volte al giorno e nei dolci che consumiamo con regolarità, ma anche nelle bevande tanto gradite ai bambini: ovviamente stiamo parlando dello zucchero.

Ecco di seguito gli effetti nefasti finalmente resi noti a tutti e denunciati da autorevoli rappresentanti della medicina e studiosi di tutto il mondo in campo nutrizionale, nonché addirittura dal prestigioso giornale La Stampa.

1. Effetti dello zucchero sulla circolazione sanguigna

Lo zucchero può causare malattie cardiovascolari, una su tutte è l’aterosclerosi, come suggerito da vari studi e da diverse ricerche scientifiche condotte su campioni di individui colpiti da patologie cardiache.

Lo zucchero inoltre può favorire anche la formazione di vene varicose: ecco quello che è emerso con allarmante fermezza da alcuni articoli accademici, tra i quali quello di Behall, K. “Influence of Estrogen Content of Oral Contraceptives and Consumption of Sucrose on Blood Parameters”.

2. Donne … attenzione allo zucchero

E’ stato scientificamente dimostrato che lo zucchero sia capace di elevare la glicemia in maniera più considerevole e provocare un’eccessiva insulinemia nelle donne che assumono contraccettivi orali.

Questo è quanto dimostrato da Leo Tjäderhane, importante rappresentante dell’Università di Oulu, docente in cardiologia ed endocrinologia, con le sue dichiarazioni pubblicate nel Journal of Nutrition: “A High Sucrose Diet Decreases the Mechanical Strength of Bones in Growing Rats”.

A questo si aggiunge che lo zucchero sia in grado di contribuire allo sviluppo dell’osteoporosi, una delle patologie che con maggiore frequenza colpisce le donne, soprattutto dopo la menopausa.

3. Danni cagionati dallo zucchero al nostro cuore

Sul corretto e regolare funzionamento del nostro cuore influisce molto il buon equilibrio tra colesterolo buono e cattivo. Quando questo equilibrio viene meno, il rischio è che il grasso in eccesso vada ad ostruire le arterie, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Ebbene, stando alle ricerche ed agli studi condotti da alcuni autorevoli ed illustri rappresentanti della scienza in campo alimentare, il consumo eccessivo di zucchero non solo sarebbe in grado di aumentare la soglia del colesterolo totale, dei trigliceridi e del colesterolo LDL (cattivo) ma sarebbe capace di diminuire le soglie del colesterolo HDL (buono).

Di questo effetto troviamo traccia in moltissime riviste (Journal of Clinical Nutrition) e in diverse fonti a firma di scienziati e docenti universitari quali Albrink, M., Ullrich, Reiser e Lewis.

4. Correlazione tra maggiore insorgenza di tumori e consumo eccessivo di zucchero: ecco le prove

A complicare lo scenario già abbondantemente triste è la notizia che lo zucchero sarebbe per di più in grado di alimentare le cellule tumorali con il conseguente sviluppo di cancri al seno, alle ovaie, alla prostata, al colon retto, al pancreas, alle vie biliari, ai polmoni nonché allo stomaco ed alla colecisti.

A confermarlo sono le dichiarazioni che si trovano nelle seguenti fonti scientifiche: Annals of the New York Academy of Science; International Journal of Epidemiology; European Journal of Epidemiology e tante altre.

La stessa OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, consiglia vivamente e pubblicamente di non consumarne più del 10% della quantità complessiva di energia che assumiamo giornalmente attraverso i cibi e le bevande.

Ma noi restiamo sordi a questo invito e continuiamo a consumare lo zucchero nonostante tutto.

Fortunatamente, qualcuno ha provveduto per noi a mettere sul mercato a disposizione un dolcificante al 100% naturale, dolce al gusto ma con zero calorie, gluten free e vegan friendly.

Si tratta di Sweeto, il nuovo dolcificante che ci aiuta a vivere in maniera più sana, genuina e … dolce!

Perché di dolcezza ne abbiamo tutti bisogno, ma essa deve farci bene e non recarci danno.

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Sindrome da malassorbimento o eccesso di zuccheri? Ecco il vero nemico dei sali minerali

I sali minerali sono elementi del nostro organismo, sono essenziali per il corretto svolgimento di tutte le nostre attività quotidiane: essi rafforzano i muscoli e migliorano in maniera significativa il rendimento fisico e mentale.

Questi vengono assorbiti tramite processi che si differenziano da un tipo di sale minerale all’altro.

In particolare, l’assorbimento di questi preziosi nutrienti viene regolato grazie a specifico meccanismo di controllo – ovviamente diverso per ciascuno dei nutrienti in questione – che modula la quantità assorbita a seconda dello specifico bisogno da parte dell’organismo.

Ebbene, come qualsiasi altro meccanismo fisiologico, anche quello che riguarda l’assorbimento dei sali minerali può non operare in maniera corretta.

Quali fattori influenzano l’assorbimento dei sali minerali?

Sicuramente, uno dei principali fattori che influenzano negativamente l’assorbimento dei sali minerali è la scelta degli alimenti che compongono la nostra dieta. Questo perché anche il cattivo abbinamento tra i diversi cibi influenza l’assorbimento dei nutrienti in essi contenuti.

Il caffè, ad esempio, è considerato un deterrente al buon assorbimento del ferro.

Si tratta, ovviamente, solo di un esempio. Di interferenze tra alimenti, bevande, farmaci ed integratori ne esistono davvero tante. Tuttavia, esiste un alimento, su tutti, che contrasta l’assorbimento di sali minerali, un alimento che consumiamo giornalmente, anche più volte al giorno.

Si tratta dello zucchero! Sì, proprio lo zucchero, il più noto e comune dolcificante che utilizziamo anche nella nostra cucina di casa.

Come lo zucchero interferisce sul corretto assorbimento dei minerali

Secondo dati scientifici, ormai pienamente convalidati da ricerche condotte in tutto il mondo, lo zucchero sconvolge l’equilibrio delle giuste quantità di minerali nel corpo.

Ecco quello che mai ci saremmo immaginati, un altro insospettabile effetto negativo per troppo tempo messo a tacere.

Lo zucchero va ad interferire con l’assorbimento del calcio e del magnesio. Di questo allarmante impatto si trovano testimonianze in diverse fonti internazionali, tra le quali, addirittura, nel Journal of Clinical Nutrition.

La stessa rivista mette in luce un altro grave problema: l’eccesso di zucchero, sempre dal punto di vista dell’assorbimento dei sali minerali, causa carenze di cromo e di rame.

Questo allarme è stato raccolto anche da La Stampa. Si spera, dunque, che la notizia abbia un eco considerevole, perché la diffusione di queste informazioni non cada, come sempre, in silenzio.

Zucchero e malassorbimento delle proteine: ecco dimostrato il nesso

Al pari dei sali minerali, anche le proteine devono essere assorbite correttamente dal nostro organismo al fine di poter garantire tutto ciò di cui esso ha bisogno.

Ancora una volta lo zucchero interviene negativamente interferendo con l’assorbimento anche delle proteine (Simmons, J. Is The Sand of Time Sugar? LONGEVITY).

Questo meccanismo perverso va a danneggiare soprattutto gli sportivi, ossia coloro che hanno maggiore bisogno di proteine, tasselli fondamentali per lo sviluppo della muscolatura.

La digestione delle proteine ha inizio nello stomaco e continua nella porzione iniziale dell’intestino dando origine agli aminoacidi, che una volta assorbiti, arrivano al fegato.

Gli zuccheri sono molto più digeribili rispetto alle proteine ed è per questo motivo che se questi due macronutrienti vengono assunti assieme, soprattutto prima dell’attività sportiva, l’assunzione delle proteine stesse è vanificata.

Meno zuccheri = meno integratori

Lo zucchero va ad indebolire il nostro intestino, così facendo indebolisce al tempo stesso anche il nostro sistema immunitario.

Ebbene, evitando di assumere zucchero bianco, glucosio, fruttosio, edulcoranti e dolcificanti non naturali, il nostro organismo sembra reagire meglio agli sforzi, il sistema immunitario diventa più forte e, di conseguenza, la necessità di ricorrere a integratori si riduce sensibilmente (fatto salvo il caso in cui il loro utilizzo non si renda necessario per la presenza di reale carenze nutrizionali).

Si stima infatti che siano proprio dei deficit nel sistema immunitario a determinare quel senso di spossatezza, stanchezza cronica ed apatia che spingono le persone a ricorrere a integratori di vario genere.

In generale gli integratori possono anche essere utili, a patto che per tali non si intendano quelle bevande super-colorante e super-zuccherate che, specie un decennio fa, andavano tanto di moda nelle palestre.

Questo non significa che dobbiamo eliminare la dolcezza dalla nostra vita: è sufficiente scegliere un’alternativa tutta naturale, pensata per i vegani e per tutti, in quanto di origine naturale al 100%.

Sweeto per lo sport: è questo il rivoluzionario prodotto che si distingue da tutti gli altri dolcificanti, sia naturali, sia artificiali, sotto ogni punto di vista.

A giovarne, ovviamente, è la nostra salute.

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