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Mettendo al vaglio i primati conquistati, in passato, dai dolcificanti, dobbiamo ammettere che quello per eccellenza, più consumato e diffuso sulle tavole degli italiani è il saccarosio, ovvero il comune zucchero da tavola.

Ma, probabilmente, non conosciamo i reali danni alla nostra salute che il consumo di esso può comportare.

Viviamo nel paese che ha dato i natali alla famosa “dieta mediterranea”, eppure continuiamo a ricadere, puntualmente, nelle nostre cattive abitudini alimentari, tra le quali il consumo esagerato di zucchero è da collocare al primo posto in termini di rischio di obesità.

Ecco i rischi alimentari che passano inosservati

Imparare ad alimentarsi nel modo giusto è decisivo non solo per noi tutti, quali singoli individui, ma anche per l’intera collettività che ne paga le conseguenze anche a livello economico, con costi diretti e indiretti di medio e lungo periodo sulla sanità.

La medicina, la scienza e i nutrizionisti di tutto il mondo hanno iniziato a promuovere la diffusione di pratiche alimentari che, se adottate a livello di massa, potrebbero condurre ad un benessere sociale diffuso.

Urge infatti, oggi come non mai, intervenire: recentemente più fonti hanno, infatti, sollevato il problema di un consumo di zucchero incontrollato e, in alcuni casi, anche ignorato, visto che questo pericoloso ingrediente è presente ormai un po’ ovunque e non solo chiaramente nelle bevande zuccherate, gassate, che sono la principale causa di obesità nei bambini, ma anche nel pane e in molti prodotti in scatola.
L’abuso di zucchero è divenuto chiave anche nell’industria alimentare.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, l’Italia detiene il triste primato del maggior numero di bambini obesi in tutta Europa.

La parola alla scienza

Sono davvero tanti gli autorevoli esponenti del mondo scientifico che si sono mobilitati a denunciare il pericolo alla nostra salute rappresentato dallo zucchero.

Basterebbe già questo a confermare il binomio eccessivo consumo di zucchero = maggiore rischio di obesità.

Tra le tante voci, impossibile non menzionare quella dell’illustre professor Franco Berrino, direttore del dipartimento dell’Istituto Nazionale dei Minori di Milano nel settore Medicina Preventiva e Predittiva: “gli alimenti ad alta densità calorica sono quelli che contengono molto grasso e zucchero. Questi alimenti, come merendine, biscotti da colazione, fiocchi di cereali zuccherati, e così anche le bevande zuccherate, fanno ingrassare e alterano il nostro ambiente endocrino facendo aumentare l’insulina. Queste alterazioni alla lunga fanno aumentare il rischio di ammalarsi di tumore e di varie altre malattie croniche che affliggono le popolazioni ricche”.

Come evitare il problema una volta per tutte

A causa del suo notevole apporto calorico, il consumo eccessivo di zucchero può, dunque, contribuire a determinare quadri patologici molto tristi come sovrappeso, obesità, per non parlare della carie dentale e del rischio di maggiore esposizione al diabete mellito.

Per risolvere questo annoso problema negli ultimi anni l’industria alimentare si è, fortunatamente, prodigata con apprezzabile impegno nella ricerca e nella messa in commercio di dolcificanti naturali o di sintesi con potere dolcificante pari o superiore a quello del comune zucchero da tavola, ma con un contenuto calorico nettamente inferiore.

Il consumo di questi dolcificanti, inizialmente ritenuti in grado di limitare l’innalzamento della glicemia in pazienti diabetici, ha raggiunto picchi impensabili, tuttavia, come abbiamo spiegato in precedenti articoli, essi non sono del tutto sani.

Una brutta notizia questa per molti che si sono gettati nei famosi prodotti light e nelle terapie dietetiche ipocaloriche. Tra lo zucchero di canna e quello di barbabietola ad esempio, non vi sono differenze in termini di calorie, essendo entrambi costituiti da saccarosio quasi al 100%.

E, ancora, la stevia, anch’essa nel trend del momento, in moltissimi casi non è lavorata a livello industriale come dovrebbe, con tutti i limiti che ne derivano.

Ma c’è di più: il consumo di essa, previa numerosi controlli, è risultato anche controproducente a livello dell’intestino.

La risposta a questo allarmante scenario ce la dà Sweeto: il dolcificante naturale al 100%, con potere calorico pari a zero e completamente privo di potere glicemico.

Un prodotto unico al mondo che segna la fine dell’utilizzo dei dolcificanti artificiali e di quelli naturali ma, al tempo stesso dannosi.

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