I sali minerali sono elementi del nostro organismo, sono essenziali per il corretto svolgimento di tutte le nostre attività quotidiane: essi rafforzano i muscoli e migliorano in maniera significativa il rendimento fisico e mentale.

Questi vengono assorbiti tramite processi che si differenziano da un tipo di sale minerale all’altro.

In particolare, l’assorbimento di questi preziosi nutrienti viene regolato grazie a specifico meccanismo di controllo – ovviamente diverso per ciascuno dei nutrienti in questione – che modula la quantità assorbita a seconda dello specifico bisogno da parte dell’organismo.

Ebbene, come qualsiasi altro meccanismo fisiologico, anche quello che riguarda l’assorbimento dei sali minerali può non operare in maniera corretta.

Quali fattori influenzano l’assorbimento dei sali minerali?

Sicuramente, uno dei principali fattori che influenzano negativamente l’assorbimento dei sali minerali è la scelta degli alimenti che compongono la nostra dieta. Questo perché anche il cattivo abbinamento tra i diversi cibi influenza l’assorbimento dei nutrienti in essi contenuti.

Il caffè, ad esempio, è considerato un deterrente al buon assorbimento del ferro.

Si tratta, ovviamente, solo di un esempio. Di interferenze tra alimenti, bevande, farmaci ed integratori ne esistono davvero tante. Tuttavia, esiste un alimento, su tutti, che contrasta l’assorbimento di sali minerali, un alimento che consumiamo giornalmente, anche più volte al giorno.

Si tratta dello zucchero! Sì, proprio lo zucchero, il più noto e comune dolcificante che utilizziamo anche nella nostra cucina di casa.

Come lo zucchero interferisce sul corretto assorbimento dei minerali

Secondo dati scientifici, ormai pienamente convalidati da ricerche condotte in tutto il mondo, lo zucchero sconvolge l’equilibrio delle giuste quantità di minerali nel corpo.

Ecco quello che mai ci saremmo immaginati, un altro insospettabile effetto negativo per troppo tempo messo a tacere.

Lo zucchero va ad interferire con l’assorbimento del calcio e del magnesio. Di questo allarmante impatto si trovano testimonianze in diverse fonti internazionali, tra le quali, addirittura, nel Journal of Clinical Nutrition.

La stessa rivista mette in luce un altro grave problema: l’eccesso di zucchero, sempre dal punto di vista dell’assorbimento dei sali minerali, causa carenze di cromo e di rame.

Questo allarme è stato raccolto anche da La Stampa. Si spera, dunque, che la notizia abbia un eco considerevole, perché la diffusione di queste informazioni non cada, come sempre, in silenzio.

Zucchero e malassorbimento delle proteine: ecco dimostrato il nesso

Al pari dei sali minerali, anche le proteine devono essere assorbite correttamente dal nostro organismo al fine di poter garantire tutto ciò di cui esso ha bisogno.

Ancora una volta lo zucchero interviene negativamente interferendo con l’assorbimento anche delle proteine (Simmons, J. Is The Sand of Time Sugar? LONGEVITY).

Questo meccanismo perverso va a danneggiare soprattutto gli sportivi, ossia coloro che hanno maggiore bisogno di proteine, tasselli fondamentali per lo sviluppo della muscolatura.

La digestione delle proteine ha inizio nello stomaco e continua nella porzione iniziale dell’intestino dando origine agli aminoacidi, che una volta assorbiti, arrivano al fegato.

Gli zuccheri sono molto più digeribili rispetto alle proteine ed è per questo motivo che se questi due macronutrienti vengono assunti assieme, soprattutto prima dell’attività sportiva, l’assunzione delle proteine stesse è vanificata.

Meno zuccheri = meno integratori

Lo zucchero va ad indebolire il nostro intestino, così facendo indebolisce al tempo stesso anche il nostro sistema immunitario.

Ebbene, evitando di assumere zucchero bianco, glucosio, fruttosio, edulcoranti e dolcificanti non naturali, il nostro organismo sembra reagire meglio agli sforzi, il sistema immunitario diventa più forte e, di conseguenza, la necessità di ricorrere a integratori si riduce sensibilmente (fatto salvo il caso in cui il loro utilizzo non si renda necessario per la presenza di reale carenze nutrizionali).

Si stima infatti che siano proprio dei deficit nel sistema immunitario a determinare quel senso di spossatezza, stanchezza cronica ed apatia che spingono le persone a ricorrere a integratori di vario genere.

In generale gli integratori possono anche essere utili, a patto che per tali non si intendano quelle bevande super-colorante e super-zuccherate che, specie un decennio fa, andavano tanto di moda nelle palestre.

Questo non significa che dobbiamo eliminare la dolcezza dalla nostra vita: è sufficiente scegliere un’alternativa tutta naturale, pensata per i vegani e per tutti, in quanto di origine naturale al 100%.

Sweeto per lo sport: è questo il rivoluzionario prodotto che si distingue da tutti gli altri dolcificanti, sia naturali, sia artificiali, sotto ogni punto di vista.

A giovarne, ovviamente, è la nostra salute.

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4 buone ragioni per le quali donne e anziani non dovrebbero consumare zucchero.

Non è certo una novità che lo zucchero contenuto in grandi quantità contenuto in caramelle e dolciumi destinati, guarda un po’, proprio ai più piccoli, faccia loro male.

Questo alimento killer non solo rovina i loro denti ma anche agisce negativamente sul loro sviluppo soprattutto in termini di mantenimento del normo-peso.

Questi effetti sono ben noti e quindi teoricamente potremmo correre ai ripari.

Tuttavia, purtroppo, questa è solo una piccola parte della verità, infatti lo scenario degli effetti nefasti legati al consumo eccessivo di zucchero è ben più ampio.

Quel che è peggio, però, è che le prime vittime sono proprio i nostri bambini.

Un esempio? Lo sapevate che lo zucchero causa disidratazione nei neonati?

Chi poteva mai immaginarlo? Eppure è proprio così: come si può evincere dallo studio “The Los Angeles Probation Department Diet-Behavior Program: A Empirical Analysis of Six Institutional Settings”.

La lista di effetti continua … scopriamoli insieme.

Zucchero, dipendenza e comportamenti asociali nei bambini

Zucchero, dipendenza e comportamenti asociali nei bambiniNessun genitore potrebbe mai e poi mai immaginare che consentire ai propri figli di consumare le merendine e le caramelle strapiene di zucchero vendute in commercio possa innescare un meccanismo con ricadute anche sul loro cervello.

Ebbene sì, la testimonianza viene da una ricerca condotta in alcuni centri di riabilitazione giovanile: quando a bambini e ragazzini viene ridotta la quantità di zucchero nelle diete si assiste ad un netto calo – quasi pari al 45% – dei comportamenti antisociali. (Donnini, D. et al. Glucose May Induce Cell Death through a Free Radical-mediated Mechanism. Biochem Biohhys Res Commun).

Il motivo? Lo zucchero è in grado di – come di fatto accade nella stragrande maggioranza dei casi – causare un rapido aumento di adrenalina, con conseguente sviluppo di iperattività ma anche di ansia ed irritabilità nei bambini.

Si innesca così una vera e propria dipendenza, la stessa che li porta a desiderare sopra ogni altra cosa merendine, caramelle, succhi di frutta zuccherati & company.

Non diamo dunque sempre la colpa ai ragazzini per le loro monellerie, perché i primi responsabili siamo proprio noi: è il mercato a tapparci gli occhi.

Zucchero e difficoltà di apprendimento: un paradosso sensato

L’immagine della vecchia nonnina che dona una caramella al bimbo poteva andar bene ai tempi di fame, in cui lo zucchero rappresentava una rarità.

Zucchero e difficoltà di apprendimentoOggi, però, lo scenario è cambiato e spesso i piccoli hanno di tutto, anche troppo.

Questo eccesso cagiona loro danni perché, proprio al contrario di quello che siamo portati a credere, lo zucchero non aumenta le capacità di apprendimento dei bambini e non solo non li aiuta a imparare meglio le lezioni scolastiche ed a memorizzare i vari concetti ma può addirittura scatenare l’effetto contrario.

Come enunciato in numerose ricerche mediche, lo zucchero può causare disturbi dell’apprendimento nei bambini (Grand, E. Food Allergies and Migraine; Schauss, A. Diet, Crime and Delinquency. Berkley Ca), ma non è tutto, perché a questo effetto nefasto se ne aggiunge un altro: lo zucchero può peggiorare i sintomi dei bambini con disturbo da deficit di attenzione (Ludwig, D. S., et al. High Glycemic Index Foods, Overeating and Obesity. Pediatrics).

Qualcuno potrebbe dichiarare di non avere scelta: come fare a sostituire lo zucchero?

Le alternative esistono ma finora tutte hanno portato ad accettare dei compromessi.

L’unica scelta sensata e salutare è quella di ricorrere ad un dolcificante al 100% naturale, privo additivi, senza coloranti, senza sostanze estranee ed artificiali.

Un dolcificante realizzato con trattamenti e metodi di lavorazione davvero naturali: stiamo parlando di Sweeto, un dolcificante vegan friendly di “ultima generazione”, frutto di ricerche e studi che hanno condotto ad un prodotto del tutto differente da quelli proposti oggi sul mercato.

Con esso è possibile, grazie al suo potere dolcificante pari a quello dello zucchero, preparare merendine, torte, dolcetti di ogni genere, biscottini e caramelle e, più in generale, tutte le cose gradite ai più piccoli.

Essi hanno diritto alla dolcezza, è nella loro natura, così come nella nostra.
Ma possiamo scegliere qualcosa di buono ed al tempo stesso naturale per poter avere una vita dolce e sana.

L’allarme è ormai acclarato. Non resta che scegliere se garantire ai più piccini una crescita quanto più possibile sana ed equilibrata o una crescita già compromessa alla base.

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Sindrome da malassorbimento o eccesso di zuccheri? Ecco il vero ostacolo per i sali minerali.

Si sta facendo avanti, ormai da un po’ di anni a questa parte, la convinzione che l’assunzione eccessiva di zucchero possa rappresentare in qualche modo una seria minaccia alla nostra salute.

Questo rischio era, fino a qualche tempo fa, inteso come generalizzato e perciò da tutti percepito come allarme preoccupante ma non troppo.

Non se ne conoscevano, difatti, le reali ragioni ma oggi, finalmente, i danni alla salute che il consumo eccessivo di zucchero può provocare sono definiti con estrema, allarmante precisione.

A farsi portavoce di questa realtà, tra le tante autorevoli voci, è anche La Stampa.

Nero su bianco vengono finalmente definitivi in maniera circoscritta ed analitica tutti i danni che il consumo eccessivo di zucchero può cagionare.

Passiamoli al vaglio.

1. Aumento del rischio di obesità e diabete

Che un consumo eccessivo di zuccheri possa condurre all’aumento del grasso addominale – prima causa di infarto e ipertensione – è noto. Quello che però non tutti sanno è che è assolutamente privo di credito il luogo comune per il quale si pensa che basti praticare un po’ di sport per “bruciarlo”.

Crediamo che sia sufficiente salire le scale per “neutralizzare” le calorie del caffè zuccherato mattutino.

Niente di più sbagliato.

A sconfessare apertamente e pubblicamente questo luogo comune c’è anche la dott.ssa Nancy Appleton, autrice del libro “Lick the Sugar Habit”. La stessa dottoressa mette luce sul serio rischio di obesità e diabete al quale il consumo eccessivo di zuccheri espone tutti, ma proprio tutti, anche gli individui più dinamici che praticano sport e/o seguono uno stile di vita attivo.

2. Aumento del rischio di ipertensione e colesterolo

Non è più una possibilità, ma un dato di fatto incontestabile che lo zucchero ha un effetto diretto sui fattori di rischio per le malattie cardiache.

A questo si aggiunge l’aumento del rischio di maggior impatto anche sulla pressione sanguigna.

Tutto ciò indipendente dall’aumento di peso.

A confermarlo è l’esito di recenti studi condotti dai ricercatori del Research Fellow che, in collaborazione con l’Otago Department of Human Nutrition, hanno messo a punto una meta-analisi di tutti gli studi internazionali inerenti il possibile nesso tra consumo di zuccheri e aumento della pressione arteriosa e di lipidi nel sangue.

3. Maggiore predisposizione alla fame incontrollata

La rassegna generale delle ricerche condotte ad oggi dai più autorevoli studiosi di tutto il mondo nel campo del benessere è concorde: lo zucchero – naturalmente inteso come il dolcificante più comune, da sempre utilizzato in cucina – scatena un particolare effetto metabolico che rende le persone più inclini ad aumentare di peso nonostante stiano seguendo una dieta.

L’organismo umano possiede un delicato sistema di regolazione che consente di mantenere la glicemia (concentrazione di glucosio disciolto nel sangue) entro un certo range.

La costanza della glicemia è un equilibrio perfetto: quando c’è abbondanza di glucosio il nostro cervello si adopera per utilizzarne il più possibile e quello in eccesso lo immagazzina sotto forma di grassi.

Di contro, quando c’è carenza vengono utilizzati i grassi dalle scorte come fonte di energia.

Il meccanismo descritto, però, diventa perverso quando viene secreta troppa insulina: in questo caso la glicemia si abbassa eccessivamente, il cervello va in crisi e per istinto di sopravvivenza invia all’organismo degli stimoli mirati a introdurre nuovo combustibile, quindi: più cibo.

E’ questo il famoso stimolo della fame eccessiva ed incontrollabile.

In soldoni: è inutile seguire una dieta, anche ristretta, se contestualmente ad essa consumiamo zucchero.

L’alternativa esiste: essa può essere rappresentata da dolcificanti al 100% naturali quale Sweeto, senza nessun colorante o additivo aggiunto, dolcificante vegan friendly e gluten free.

Sostenere, dunque, che lo zucchero comune abbia un impatto devastante sulla nostra salute non è più un luogo comune. A confermarlo a voce unanime è la scienza.

Stiamo, dunque, molto attenti a quello che il mercato ci offre.

Urge diffidare e destarsi dal torpore … una volta per tutte!

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Bambini: Ecco Le Prime Vittime Degli Effetti Nefasti Dello Zucchero

Mettendo al vaglio i primati conquistati, in passato, dai dolcificanti, dobbiamo ammettere che quello per eccellenza, più consumato e diffuso sulle tavole degli italiani è il saccarosio, ovvero il comune zucchero da tavola.

Ma, probabilmente, non conosciamo i reali danni alla nostra salute che il consumo di esso può comportare.

Viviamo nel paese che ha dato i natali alla famosa “dieta mediterranea”, eppure continuiamo a ricadere, puntualmente, nelle nostre cattive abitudini alimentari, tra le quali il consumo esagerato di zucchero è da collocare al primo posto in termini di rischio di obesità.

Ecco i rischi alimentari che passano inosservati

Imparare ad alimentarsi nel modo giusto è decisivo non solo per noi tutti, quali singoli individui, ma anche per l’intera collettività che ne paga le conseguenze anche a livello economico, con costi diretti e indiretti di medio e lungo periodo sulla sanità.

La medicina, la scienza e i nutrizionisti di tutto il mondo hanno iniziato a promuovere la diffusione di pratiche alimentari che, se adottate a livello di massa, potrebbero condurre ad un benessere sociale diffuso.

Urge infatti, oggi come non mai, intervenire: recentemente più fonti hanno, infatti, sollevato il problema di un consumo di zucchero incontrollato e, in alcuni casi, anche ignorato, visto che questo pericoloso ingrediente è presente ormai un po’ ovunque e non solo chiaramente nelle bevande zuccherate, gassate, che sono la principale causa di obesità nei bambini, ma anche nel pane e in molti prodotti in scatola.
L’abuso di zucchero è divenuto chiave anche nell’industria alimentare.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, l’Italia detiene il triste primato del maggior numero di bambini obesi in tutta Europa.

La parola alla scienza

Sono davvero tanti gli autorevoli esponenti del mondo scientifico che si sono mobilitati a denunciare il pericolo alla nostra salute rappresentato dallo zucchero.

Basterebbe già questo a confermare il binomio eccessivo consumo di zucchero = maggiore rischio di obesità.

Tra le tante voci, impossibile non menzionare quella dell’illustre professor Franco Berrino, direttore del dipartimento dell’Istituto Nazionale dei Minori di Milano nel settore Medicina Preventiva e Predittiva: “gli alimenti ad alta densità calorica sono quelli che contengono molto grasso e zucchero. Questi alimenti, come merendine, biscotti da colazione, fiocchi di cereali zuccherati, e così anche le bevande zuccherate, fanno ingrassare e alterano il nostro ambiente endocrino facendo aumentare l’insulina. Queste alterazioni alla lunga fanno aumentare il rischio di ammalarsi di tumore e di varie altre malattie croniche che affliggono le popolazioni ricche”.

Come evitare il problema una volta per tutte

A causa del suo notevole apporto calorico, il consumo eccessivo di zucchero può, dunque, contribuire a determinare quadri patologici molto tristi come sovrappeso, obesità, per non parlare della carie dentale e del rischio di maggiore esposizione al diabete mellito.

Per risolvere questo annoso problema negli ultimi anni l’industria alimentare si è, fortunatamente, prodigata con apprezzabile impegno nella ricerca e nella messa in commercio di dolcificanti naturali o di sintesi con potere dolcificante pari o superiore a quello del comune zucchero da tavola, ma con un contenuto calorico nettamente inferiore.

Il consumo di questi dolcificanti, inizialmente ritenuti in grado di limitare l’innalzamento della glicemia in pazienti diabetici, ha raggiunto picchi impensabili, tuttavia, come abbiamo spiegato in precedenti articoli, essi non sono del tutto sani.

Una brutta notizia questa per molti che si sono gettati nei famosi prodotti light e nelle terapie dietetiche ipocaloriche. Tra lo zucchero di canna e quello di barbabietola ad esempio, non vi sono differenze in termini di calorie, essendo entrambi costituiti da saccarosio quasi al 100%.

E, ancora, la stevia, anch’essa nel trend del momento, in moltissimi casi non è lavorata a livello industriale come dovrebbe, con tutti i limiti che ne derivano.

Ma c’è di più: il consumo di essa, previa numerosi controlli, è risultato anche controproducente a livello dell’intestino.

La risposta a questo allarmante scenario ce la dà Sweeto: il dolcificante naturale al 100%, con potere calorico pari a zero e completamente privo di potere glicemico.

Un prodotto unico al mondo che segna la fine dell’utilizzo dei dolcificanti artificiali e di quelli naturali ma, al tempo stesso dannosi.

Un nuovo passo in avanti nella tutela della salute e del benessere. Era ora!

Facciamo del benessere il nostro stile di vita. Scegliamo Sweeto.

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Insulino-Resistenza E Grasso Addominale: Tutta Colpa Dello Zucchero

Quante volte abbiamo sentito le nostre mamme e nonne implorarci di consumare dolciumi prima o dopo la pratica sportiva ritenendoli “vitali” per il nostro benessere.

Anche noi, ammettiamolo, siamo portati a credere che, per una corretta performance sportiva, sia necessario consumare dello zucchero, in grado di darci la forza e la grinta per affrontare al meglio la nostra attività fisica. Ebbene, dati scientifici alla mano, è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza.

Consumare bevande strapiene di zucchero, anziché dare la “carica”, contribuisce a far stancare prima e abbassare le nostre performance.

Vediamo di capirne la ragione e scoprire con cosa, eventualmente, sostituire lo zucchero.

Lo zucchero fa male … soprattutto agli sportivi

E’ doveroso sapere che, contrariamente a quanto si immagini, consumare zucchero prima di un allenamento, di gara o di una qualsiasi altra attività sportiva non arreca affatto benefici.

Al contrario, lo zucchero rappresenta un deterrente contro le prestazioni degli sportivi e influisce negativamente anche sulla loro resistenza.

Ed ecco spiegato il perché: il saccarosio, quindi, come siamo più avvezzi a chiamarlo, lo zucchero, è un carboidrato ad altissimo potere calorico. Basti pensare che soli 100 g di esso forniscono ben 387 kcal.

Quando ingeriamo delle quantità di zucchero prima dell’attività fisica ed entro un’ora dalla stessa, il livello di glucosio nel sangue aumenta rapidamente.

E’ la stessa cosa che accade con tutti i carboidrati di rapida assimilazione. L’innalzamento del glucosio attiva la produzione dell’insulina da parte del pancreas.

Ciò accade per la necessità che il nostro organismo avverte di livellare i valori di glucosio e riportarli alla norma. L’azione dell’insulina spinge, quindi, l’organismo ad utilizzare i carboidrati deprimendo l’utilizzo delle proteine.

Durante lo sforzo da pratica sportiva, poi, i sistemi di controllo della glicemia ritardano il rilascio del glucagone, l’ormone antagonista che nel nostro organismo va ad utilizzare gli acidi grassi.

In queste condizioni, l’organismo si trova costretto a dover attingere alle scorte di glicogeno, che, per altro, nel nostro organismo sono già assi limitate, anziché alle riserve di acidi grassi.

Ne consegue che, proprio a causa dello zucchero quindi, le già di per sé scarse riserve di glicogeno vengono esaurite velocemente.

Il risultato non può che essere, dunque uno: le performance e la resistenza fisica durante la pratica sportiva diminuiscono.

Con che cosa sostituire lo zucchero?

Alla luce di tutto quanto sin qui detto, sorge spontaneo chiedersi: quale dolcificante scegliere dunque, visto che l’assunzione dello zucchero a causa del picco glicemico che produce, non è assolutamente consigliato già per tutti, ed in particolar modo per gli sportivi?

La risposta potrebbe apparentemente essere: lo zucchero di canna.

Sbagliato. Tra lo zucchero comune e quello di canna non vi sono, in verità, grandi differenze, almeno per quello che riguarda le ricadute sulla nostra salute.

Entrambi sono, infatti, costituiti da saccarosio quasi al 100%.

Ne consegue che essi possiedono la stessa quota calorica. La principale differenza attiene, piuttosto, alla lavorazione: lo zucchero di canna, infatti, a differenza di quello comune, non è raffinato.

E’ proprio per via di questa differenza che quest’ultimo possiede quel suo caratteristico sapore aromatico e il suo peculiare color miele.

Resta dunque insoluto il quesito su cosa utilizzare in sostituzione dello zucchero.

Fortunatamente per noi, la moderna scienza nel settore della nutrizione ha messo a punto un tipo di dolcificante naturale in grado di scongiurare il rischio del pericoloso picco glicemico.

Trattasi di Sweeto, il dolcificante unico al mondo che possiede una concentrazione di sostanze benefiche per il nostro organismo. Questi elementi sono eritritolo e glicosidi steviolici.

Il primo è un polialcolo presente naturalmente nella frutta che si rivela ideale da essere assunto prima e o durante l’allenamento o la gara, in quanto in grado di evitare gli sbalzi insulinici e glicemici, favorendo per di più la ricostituzione delle riserve energetiche.

I secondi, quindi i glicosidi steviolici, sono anch’essi tutti naturali, privi di elementi calorici.

Questo mix perfetto genera un prodotto buono, sano ed, al tempo stesso, identico nell’aspetto e nel sapore allo zucchero comune.

Addolciamoci la vita, ma facciamolo in maniera consapevole, specie nello sport.

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Dolcificanti Artificiali E Obesità: Ecco I Dati Allarmanti Che Nessuno Ci Svela

Riguardo il problema dei chili in eccesso, la scienza in campo nutrizionale ha confermato che l’accumulo di grasso “guadagnato” durante l’inverno determini il 70% di probabilità in più di non riuscire a superare la famosa prova costume.

Questa stagione ci appariva, fino a qualche settimana fa, lontana da noi anni luce… ed invece, eccoci ora all’alba di un’estate che ci trova, come sempre, impreparati.

Con lo spuntare del sole nelle nostre giornate iniziano a far capolino ovunque le assurde proposte di chi annuncia di possedere il segreto per dimagrire velocemente in 5 giorni, la chiave per raggiungere l’obiettivo pancia piatta, gambe e glutei sodi, senza sforzi mangiando quello che si vuole, o altri consigli che di vero hanno ben poco.

Ovviamente, chiunque sia dotato un briciolo di ragionevolezza, ben comprende come tutto ciò sia, semplicemente, assurdo. In verità, per perdere peso in maniera sana e corretta, è innanzitutto necessario prendersi cura tutto l’anno, della propria alimentazione.

Come fare però? La dieta che contrasta glicemia ed adipe è l’unica, reale garanzia di successo in termini di dimagrimento e corretta gestione del proprio normopeso, dunque avrà più effetto seguire una dieta a basso indice glicemico piuttosto che solamente ipocalorica.

Ma, nello specifico, che cos’è la dieta ipoglicemica? Bella domanda!

Dieta ipoglicemica = dieta che contrasta glicemia e adipe.

Prima di tutto, una buona dieta deve garantire un corretto apporto nutritivo, senza eccessi, portando ai risultati sperati senza sottoporre il nostro organismo a malnutrizioni dannose.

Nella dieta ipoglicemica l’attenzione è rivolta ad evitare gli alimenti ad alto indice glicemico e preferire quelli a basso indice glicemico.

Sarà consigliabile dunque limitare il consumo di pane e pasta, quindi i carboidrati semplici, ma per fortuna oltre alle privazioni ci saranno anche delle integrazioni mirate, poiché vi sono anche alcuni cibi che contribuiscono a mantenere la glicemia ai giusti livelli.

Alcuni di questi ultimi, poi, se consumati con regolarità – e non solo nell’ultima settimana che precede la prova costume – sono in grado di ripulire il sangue da zuccheri e/o grassi in eccesso.

Quattro super cibi che aiutano a dimagrire

Esistono dei cibi completi, sazianti e dalle proprietà tonificanti e snellenti che, consumati ogni giorno, anche in abbinamento a cereali integrali (carboidrati complessi) ci aiutano a dimagrire proprio intervenendo sull’indice glicemico.

Eccoli passati in rassegna:

Salmone: miniera di Omega 3 che contribuisce alla prevenzione di diabete e malattie cardiocircolatorie, esso è gustosissimo, amato anche dai più piccini e facilissimo da preparare cotto a vapore, al forno o in padella.

Legumi e frutta secca: questi super-cibi prevengono come pochi al mondo i picchi glicemici, il diabete, i trigliceridi e il colesterolo, ma anche la fame nervosa. Ottimi soprattutto se impiegati in cucina nella preparazione di zuppe, minestre, risotti.

Yogurt bianco: questo alimento, consumato sin dalla notte dei tempi, si è rivelato in grado di contenere l’azione dell’acido acetico, responsabile della produzione di glucosio e colesterolo.

Inutile dire che esso può essere consumato quando si vuole, ed anche impiegato nella preparazione di soffici dolci, a patto che sia privo di zucchero o arricchito con dolcificante davvero naturale.

Tè verde: il tè, soprattutto la varietà verde, contribuisce alla riduzione dei livelli di zucchero, colesterolo e trigliceridi nel sangue. Favorisce, inoltre, la riduzione del peso corporeo e può essere assunto fino a 3 volte al giorno, in quanto meno forte di quello nero, rispetto al quale contiene decisamente meno teina.

Attenzione allo zucchero!

Consumare regolarmente i cibi passati in rassegna non basta per poter tenere il nostro indice glicemico “a bada”: gli errori più gravi, infatti, si compiono, a volte, proprio lontani da tavola.

Stando alle statistiche condotte di recente, pare, infatti, che 6 italiani su 8 consumino quotidianamente il caffè e, di questi, ben 4 lo preferiscano dolce.

Ancora, di questi, solo la metà seleziona con cura il dolcificante da utilizzare, complice la fretta, eterna nostra compagna di vita. Ebbene, se calcoliamo che ciascuno di noi, in media, consuma almeno 2 caffè al giorno – arrivando alcuni a berne addirittura 7 al giorno – ben si comprende come la quantità di zucchero assunta sia davvero, a dir poco, fuori misura.

Così facendo, neppure ci rendiamo conto che la glicemia potrebbe arrivare a toccare picchi paurosi.

Urge dunque sapientemente selezionare il dolcificante da utilizzare, e questo non solo per il caffè, ma anche per le tisane, i succhi di frutta e i dolci preparati in casa.

La risposta più valida è rappresentata, in questa direzione, da Sweeto, dolcificante tutto naturale completamente privo di calorie con un indice glicemico pari a zero.

Rovinare tutto per un caffè è inaccettabile, a fronte dei mille sacrifici che facciamo per dimagrire. Stiamo dunque molto attenti al dolcificante che utilizziamo.

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A Ciascuno Il Suo Dolcificante: Ecco Quello Ideale Per Chi Fa Sport

Zucchero raffinato e dolcificanti artificiali? Decisamente meglio starne alla larga.

La scienza ha, infatti, ormai già da qualche tempo, confermato gli effetti dannosi per la nostra salute associati al consumo del comune zucchero bianco e a quello dei dolcificanti artificiali.

Il consiglio, sempre basato sulle risultanze scientifiche, è quello di affidarsi ad alimenti naturali alternativi allo zucchero raffinato e ai dolcificanti artificiali.

L’offerta di mercato però, prendendo le mosse da questo dato ormai certo, è quanto mai varia e policroma. Come fare, dunque, ad orientarsi sul miglior dolcificante naturale in un mare così vasto di offerte? Scopriamolo.

  1.  Scegli un dolcificante naturale al 100%

Uno zucchero non può dirsi naturale solo perché proviene dalla frutta.

Perché sia davvero completamente naturale occorre molto di più.

Lo zucchero vegano per eccellenza è quello che viene estratto sfruttando il potere dolcificante delle foglie essiccate e ridotte in polvere di alcune specie vegetali, quali la Stevia, a patto però che, per farlo, venga seguita una lavorazione naturale.

Per ottenere un dolcificante naturale davvero vegan e salutare, l’ideale è sfruttare una piccola percentuale del potere dolcificante della Stevia, associandola, ad esempio, all’eritritolo, un polialcolo presente naturalmente nella frutta.

  1. Scegli un dolcificante con ZERO indice glicemico

Fruttosio? Fate molata attenzione.

A dispetto del nome estremamente ingannevole e fuorviante, il fruttosio non è salutare, anzi.

A ben vedere, il fruttosio è lo zucchero più dolce che esista in natura.

A confermarlo, ovviamente, è la scienza.

La brutta fama dello zucchero industriale ha contagiato molti produttori che hanno ben pensato di ripiegare sulla produzione di quello che, a ben vedere, è peggio, ossia il fruttosio appunto.

Il fruttosio arriva direttamente al fegato per essere metabolizzato: è qui che viene convertito in buona parte in glucosio, per una percentuale che giunge a toccare quasi il 50%.

Ne consegue che, pur essendo l’indice glicemico del fruttosio molto più basso rispetto a quello del glucosio e del saccarosio, gli studi scientifici confermano che il fruttosio causa danni al fegato, fa aumentare i trigliceridi e causa resistenza all’insulina.

  1. Scegli un dolcificante privo di coloranti o additivi aggiunti

Il fatto che lo zucchero in commercio sia bianco – che più bianco non si può – ci induce a credere che esso sia naturale, privo di coloranti.

Ebbene, è proprio questo il problema: lo zucchero raffinato, a differenza del dolcificante naturale, viene trattato proprio per evitare la presenza del suo originario colore.

Quel che è peggio è che questo trattamento di sbiancamento, a cui i comuni zuccheri in commercio sono sottoposti, è finalizzato a rimuovere il succo di barbabietole, e per farlo si ricorre ad un diffusore miscelato con additivi per cristallizzarlo.

  1. Prediligi un dolcificante al 100% vegan

Quello che si immagina, sbagliando, è che qualsiasi tipo di zucchero o dolcificante in commercio, sia comunque proveniente da specie vegetali.

Siamo, giustamente, indotti a ritenere che lo zucchero non possa avere componenti di animali o loro derivati. Ebbene, è giunto il momento di ricrederci, perché, di fatto, non è così.

O quantomeno non lo è del tutto.

Lo zucchero non è vegano: esso, infatti, pur derivando dalla canna da zucchero o dalla barbabietola da zucchero – il cui gusto e il cui contenuto nutrizionale sono quasi identici – è sottoposto ad un processo di raffinazione che tutto è tranne vegano.

Questo processo parte dalla triturazione dei gambi, operazione questa necessaria per separare il succo dalla polpa, per proseguire poi con la fase della cristallizzazione, in cui il prodotto sin qui ottenuto viene filtrato e sbiancato con carbone animale, ottenuto da ossa di animali, al fine di dare al prodotto finale il suo colore bianco ed il suo aspetto cristallino, a piccoli, perfetti grani.

Ecco cosa mangiamo.

Il vero problema, in questo scenario a dir poco catastrofico, è che il consumatore non ha nulla in suo possesso per verificare l’assenza di sostanze dannose all’interno del dolcificante acquistato.

Purtroppo, l’etichetta di questi prodotti, non riporta fedelmente gli ingredienti all’origine e, men che meno, specifica il processo ed i vari trattamenti seguiti per ottenerlo.

Non resta, dunque, che prediligere prodotti specifici, dolcificanti naturali che, già a monte, forniscono chiare informazioni circa gli ingredienti di base ed il modo in cui il prodotto finito, dopo i vari passaggi della lavorazione, viene ottenuto.

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Come Scegliere Il Dolcificante Ideale Per Una Dieta A Basso Indice Glicemico

La stevia pura, considerata dolcificante naturale per eccellenza, ha trovato largo consenso negli ultimi anni tra i consumatori, in particolare tra le fila degli amanti del cibo naturale e genuino.

Essa fa la sua puntuale presenza soprattutto nei negozi biologici, e, più di recente, nei market.

Trattandosi di una polvere dolce derivante da piante “alternative”, la stevia ha iniziato ad essere sempre più spesso utilizzata al posto dello zucchero tradizionale.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luce. Scopriamo perché.

Stevia e zucchero a confronto

Stando a diversi studi scientifici condotti in materia e come altresì strenuamente sostenuto dall’epidemiologo ed esperto di correlazione tra cibo e tumori, dott. Franco Berrino, zucchero & company dovrebbero al più presto sparire dalla nostra alimentazione quotidiana.

Nell’alveo di questi prodotti è da annoverare anche la stevia.

Qualcuno si ostina a difendere questo dolcificante naturale, rappresentando esso una valida alternativa al comune, dannoso, zucchero da cucina.

Ma, tra questi due prodotti, tanta differenza non ne passa in verità.

I comuni dolcificanti in commercio non alterano in maniera diretta la glicemia, ma aumentano l’assorbimento del glucosio. Stesso discorso vale per la stevia, di cui oggi si parla tanto.

Il motivo è presto detto: nel nostro corpo abbiamo sensori per il gusto che operano in maniera superlativa. Quando giungono nello stomaco sostanze dolci si innesca il meccanismo dell’assorbimento del glucosio.

Quindi, tanto più dolce è quello che ingeriamo, tanto meglio e più intensamente opera il meccanismo dell’assorbimento del glucosio. Ed eccoci dunque all’apparente paradosso: essendo la stevia ben 200 -300 volte più dolce del comune zucchero bianco, la glicemia potrebbe arrivare a toccare picchi paurosi.

Dunque, pur essendo la stevia un prodotto naturale, proveniente da una specie vegetale, essa può danneggiare la nostra salute anziché farci bene.

La ragione di questo incomprensibile paradosso sta nella lavorazione.

Un prodotto proveniente dalle piante non è necessariamente vegano

Ebbene, la stevia si comporta esattamente come lo sciroppo di glucosio-fruttosio, che deriva dal mais. Il fatto che questi dolcificanti siano estratti dal regno vegetale non significa che siano davvero vegani.

Il termine dolcificante naturale è impropriamente utilizzato, perché, di fatto, dovrebbe essere associato e confermato da tutta la fase della lavorazione e dalle scelte sottese a questo processo.

Per sbiancare lo zucchero si utilizzano ossa di animali, lo sappiamo bene: questo rende lo zucchero tutt’altro che vegano.

Le industrie alimentari, però, si ostinano ad utilizzare, ad esempio, il fruttosio, lo usano perché costa meno dello zucchero, si amalgama molto più facilmente di qualsiasi altro dolcificante e rende più semplice ottenere prodotti così come sono graditi sul mercato: soffici e a lunga conservazione.

Tuttavia, vale il discorso fatto in precedenza: il fruttosio, esattamente come lo zucchero – se non addirittura di più – non è un prodotto vegano, non fa bene alla salute e la sua lavorazione non è affatto naturale. Lo stesso vale per la stevia, fatta salva qualche buona eccezione

La lavorazione è tutto!

Dolcificanti al 100% naturali come sweeto, contengono una piccola percentuale di glicosidi steviolici che sono alla base del suo potere dolcificante praticamente pari allo zucchero.

Il segreto è saper sfruttare le potenzialità della stevia a vantaggio della nostra salute.

Come fare? Con la lavorazione, appunto.

Il dolcificante vegan Sweeto parte, ad esempio, proprio dalle foglie essiccate e ridotte in polvere della Stevia Rebaudiana, ma, grazie ad una particolare lavorazione totalmente e completamente naturale, viene estratto il potere dolcificante di queste foglie senza alterazioni e senza danni alla salute.

La stevia lavorata seguendo tutti questi accorgimenti mirati a garantire un prodotto genuino, salutare e puro, ha un sapore neutro.

Ora, tutti coloro che utilizzano la comune stevia pura venduta in commercio sanno bene come essa abbia un – più o meno intenso – gusto di liquirizia. Ebbene, prodotti davvero genuini, come il dolcificante naturale Sweeto, non possiedono alcun sapore di liquirizia.

Questa è un’ulteriore prova di come la lavorazione sia tutto anche nel settore dei dolcificanti ed è altresì prova di quanta differenza corra tra questi tipi di prodotti.

La confusione, in questo settore, purtroppo, regna sovrana. Iniziamo quindi a vederci chiaro una volta per tutte.  A beneficiarne sarà, finalmente, la nostra salute!

Si stima che almeno un italiano su cinque riporti livelli di glicemia fuori norma.

Questo valore è dato dalla quantità di glucosio presente nel sangue, mentre l’indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia.

Ora, accade che, all’atto assai gradito di consumare zucchero e/o dolcificante artificiale, i livelli di glucosio nel sangue aumentino progressivamente man mano che si i cibi vengono digeriti, con una velocità che dipende da vari fattori (fibra in essi presente, composizione degli altri alimenti già presenti nello stomaco e nell’intestino durante la digestione, ect).

Che il consumo del comune zucchero e dei dolcificanti artificiali danneggi seriamente la nostra salute, proprio in quanto in grado in pochissimo tempo di innalzare i livelli di glicemia nel sangue, è un dato incontestabile.

Quello che, però, non tutti sanno è che questi zuccheri si trasformano in adipe, in altri termini in grasso. Come ha luogo questo processo?

Scopriamolo insieme!

Come e perché gli zuccheri si trasformano in adipe

Dire che lo zucchero e il dolcificante artificiale possiedono un alto indice glicemico è davvero dir poco. Con i dolcificanti artificiali aumenta la glicemia: a sostenerlo è anche La Repubblica in un suo recente articolo.

Ma ciò – come se già non fosse sufficiente – non basta: l’aumento rapido dei livelli di glicemia (zuccheri nel sangue) innesca un altro catastrofico meccanismo: il consumo di zucchero provoca la secrezione di insulina in grandi quantità, ma poiché le cellule non sono in grado di assorbire tutto il glucosio, accade qualcosa di impensabile: si attiva il metabolismo dei grassi che lo trasforma in adipe.

Questo strano processo è, in verità, del tutto naturale: il nostro straordinario e misterioso codice genetico è programmato così, proprio per consentirci di sopravvivere alla possibile, eventuale carenza di cibo letale per ogni essere umano.

Fatto è che la possibilità di rimanere senza cibo – fortunatamente – è assai remota, con l’effetto che non tutte le riserve di grasso vengono utilizzate … e noi ingrassiamo!

Cosa fare dunque? Iniziamo con lo zucchero, preferiamo ad esso un dolcificante naturale al 100%.

La dieta che contrasta glicemia e adipe

Chi, per scelta o per necessità, si vede impegnato nella selezione di cosa mangiare al fine di contenere l’indice glicemico, farà bene ad iniziare con la scelta del dolcificante utilizzato dal caffè.

Siamo pronti, infatti, a rinunciare proprio a tutto: dolci, creme, frutta zuccherina, e finanche ad una fumante pastasciutta, e poi ecco l’errore: smorziamo la nota amara del caffè mattutino/pomeridiano – e a volte anche serale – con quello che possiede appunto il più alto potere glicemico che esista in natura: lo zucchero comune o, in alternativa, il fruttosio ed il dolcificante artificiale.

Una vera dieta pensata per contrastare la glicemia e l’indesiderato accumulo di adipe dovrebbe partire dall’utilizzo di un dolcificante al 100% naturale.

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, dimostra infatti che l’impiego di dolcificanti artificiali – definiti impropriamente acalorici – determina modificazioni della flora intestinale.

Quest’alterazione, in alcuni soggetti, può rivelarsi sfavorevole dal punto di vista metabolico.

Il consumo di questi dolcificanti, esattamente come tutti i cibi ad alto indice glicemico, determina la trasformazione dello zucchero in grassi.

Inoltre, dopo 2-4 ore, la glicemia tende momentaneamente a scendere … e qui inizia la fame: è proprio in questo intervallo che si crea un sovraccarico di lavoro per il pancreas che causa insulino-resistenza con il conseguente significativo aumento delle probabilità del manifestarsi del diabete /aumento del diabete.

Una dieta mirata a contrastare la glicemia ed il diabete, in conclusione, non può fare a meno di radiare definitivamente l’utilizzo di zucchero comune e dolcificanti artificiali, andando a preferire, piuttosto, un buon dolcificante al 100% naturale, genuino e vegan, quale è sweeto, che non altera la flora batterica e che non si traduca in alterazioni dei parametri metabolici.

Ma, questo, pochi lo sanno, a causa della grande confusione che regna sovrana sul mercato.

Si spera, dunque, che le informazioni reali sulle caratteristiche e gli effetti dei dolcificanti naturali inizino a diffondersi … così che tutti possano salvaguardare la loro salute in maniera consapevole.

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Stevia Sì, Stevia No: Eccone Chiarite Le Reali Caratteristiche Nutrizionali Una Volta Per Tutte

Sono moltissimi gli studi in ambito medico che mettono alla luce i danni causati dallo zucchero, dal rischio di malattie cardiache e cardiovascolari, tumori e il diabete.

Vediamo perché è bene limitare l’assunzione di questo dolce nemico della salute e scegliere invece un dolcificante naturale a ZERO calorie e ZERO indice glicemico come sweeto.

Basta osservare la moltitudine di bustine di zucchero e di dolcificanti messe a disposizione sui banconi dei bar, per rendersi conto della grande confusione che ogni consumatore si trova a vivere ogni qual volta desideri addolcire l’amaro del proprio piacere quotidiano: il caffè.

Ebbene, quest’ampia, forse eccessiva, varietà trova ragione in un assunto: il saccarosio, il classico zucchero da tavola fa male alla salute!

Stiamo parlando proprio di quel cristallo bianco che piace a tutti, l’ingrediente da sempre utilizzato in cucina dalle nostre nonne per la preparazione dei dolci preferiti in famiglia, lo stesso che abbiamo sin da piccoli mangiato in zolletta o con il cucchiaino.

Recenti studi condotti da ricercatori e da università di tutto il mondo affermano che i danni derivanti dal consumo dello zucchero tradizionale per l’organismo siano molteplici (una lista dei ben 77 danni che lo zucchero può causare alla salute redatta dalla Dott.ssa Nancy Appleton, autrice del libro “Lick the Sugar Habit”) come obesità, diabete, ma anche il significativo incremento del rischio d’insorgenza di alcuni tumori.

Lo zucchero si trova ovunque: nei prodotti dolciari, come intuibile, ma anche in molti prodotti salati (ad esempio il ketchup) e persino in alcune medicine ed integratori!

Le alternative proposte ed esposte sui banconi dei supermercati sono perlopiù prodotti che non soddisfano appieno il consumatore.

Esse sono molteplici ma spesso, chi fa la spesa, seppur attento al benessere, non conosce i reali benefici e i relativi “compromessi” legati all’uso delle alternative allo zucchero tradizionale.

Ancora, non viene valorizzato, come dovrebbe, l’uso di quella che è la soluzione alternativa più salutare e benefica per il nostro organismo: il dolcificante naturale, le cui confezioni, solo di recente, iniziano ad essere presenti su alcuni banconi.

Cerchiamo dunque di far luce su una questione molto importante per il nostro benessere e per la salute di tutti i componenti delle nostre famiglie, siano essi bambini o anziani, donne o uomini, persone attive o sedentarie: cerchiamo di capire il perché preferire il dolcificante naturale (nota bene: naturale!) allo zucchero tradizionale scoprendo quali sono le caratteristiche che ne fanno un prodotto ideale.

1. Indice glicemico pari a ZERO

Una delle più importanti caratteristiche di sweeto è il fatto di avere un indice glicemico inferiore a quello dello zucchero (uguale a ZERO).

Cosa significa questo? Se l’indice glicemico di un cibo è pari a zero esso non aumenta la glicemia: ne consegue che sweeto possa essere utilizzato da tutti coloro che soffrono di diabete mellito, sia di tipo 1 che di tipo 2!

Più basso è l’indice glicemico, meno si alza il livello di zuccheri nel sangue, meno insulina viene prodotta dal pancreas e rilasciata nel circolo sanguigno per riportare i livelli di zucchero nel sangue nelle giuste proporzioni.

Un’inferiore produzione di insulina è anche correlata a una minore incidenza di tumori, perché assieme ad essa viene prodotto un fattore di crescita che può favorire l’insorgenza del cancro!

Dunque, utilizzare un dolcificante a zero indice glicemico fa bene alla salute in più modi: può essere utilizzato da chi ha il diabete e non ne favorisce né la comparsa né il peggioramento, ma anche ci protegge da una delle possibili cause di insorgenza tumorale.

2. Genuinità: sweeto è anche “vegan friendly”

La derivazione dei componenti del dolcificante deve essere naturale e non di sintesi, questo vuol dire che gli ingredienti del dolcificante devono venire da piante o vegetali e non essere creati in un laboratorio chimico.

Inoltre è molto importante che anche la lavorazione delle materie prime venga eseguita nel rispetto della preservazione delle caratteristiche originali degli ingredienti base.

È risaputo che lo zucchero raffinato viene trattato chimicamente – così come alcuni comuni dolcificanti – ma anche lo zucchero di canna spesso viene trattato!

Come capire se un prodotto è genuino? Leggere le etichette, controllare che gli ingredienti siano di origine naturale, vedere che non ci sia aggiunta di aromi o coloranti artificiali, né di conservanti… in altri termini verificare che sia davvero “vegan friendly“!

3. Sweeto è adatto a tutti, anche ai celiaci

Di recente le intolleranze alimentari fanno parecchio parlare di sé.

Le restrizioni alimentari come quella dovuta all’intolleranza al glutine/ celiachia (che spesso si associa al diabete mellito) interessa molti individui rendendo a volte parecchio impegnativo scegliere quale cibo mangiare.

Il dolcificante naturale aggira queste problematiche a monte, in quanto è privo di glutine.

Nessun celiaco dovrà rinunciare alla dolcezza quando preparerà una torta gluten free fatta in casa se utilizzerà un dolcificante naturale adatto anche alla cottura in forno. Libertà di sentirsi bene…tentazioni incluse!

4. Il potere dolcificante dolcificante di sweeto

Chiunque intenda preparare un dolce sano, senza rinunciare al gusto, ha da tempo cercato di utilizzare prodotti alternativi allo zucchero bianco.

Le difficoltà incontrate però sono molte! Il miele e l’agave sono prodotti liquidi con indice glicemico e contenuto calorico elevato, ma soprattutto non rispettano un rapporto paritario con lo zucchero in quanto a capacità di dolcificare.

L’aspartame, dolcificante chimico, ha una dolcezza di 200 volte superiore a quella dello zucchero tradizionale, perciò, anch’esso in cucina altera le ricette non rispettando i quantitativi delle ricette stesse. Medesimo problema di “effetto massa” ha la stevia pura che ha un potere dolcificante superiore allo zucchero di ben 300 volte.

Sweeto presenta un potere dolcificante equivalente a quello del comune saccarosio permettendo al consumatore di utilizzarlo in tutte le ricette proprio come se fosse zucchero normale.

5. Sweeto è ideale per sportivi e amanti del benessere

I dolci, in genere, non vengono “vissuti” con serenità, soprattutto da chi è attento alla linea ed al benessere, anche a fronte di un forte desiderio.

Non solo per l’indice glicemico, ma anche a causa del contenuto calorico, solitamente elevato dovuto all’utilizzo dello zucchero tradizionale.

Il dolcificante naturale, invece, presenta un potere calorico pari a zero. Questo si traduce in: meno sensi di colpa quando si pecca di gola ed addirittura zero sensi di colpa se si dolcifica il proprio caffè.

Finora abbiamo sempre fatto riferimento al termine “dolcificante naturale“, al fine di chiarire i benefici correlati al consumo dello stesso.

È bene però precisare che non tutti i dolcificanti naturali sono uguali. Quale scegliere dunque? Lo scopriremo a seguire.

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