Come scegliere il dolcificante per dieta glicemia

Si stima che almeno un italiano su cinque riporti livelli di glicemia fuori norma.

Questo valore è dato dalla quantità di glucosio presente nel sangue, mentre l’indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia.

Ora, accade che, all’atto assai gradito di consumare zucchero e/o dolcificante artificiale, i livelli di glucosio nel sangue aumentino progressivamente man mano che si i cibi vengono digeriti, con una velocità che dipende da vari fattori (fibra in essi presente, composizione degli altri alimenti già presenti nello stomaco e nell’intestino durante la digestione, ect).

Che il consumo del comune zucchero e dei dolcificanti artificiali danneggi seriamente la nostra salute, proprio in quanto in grado in pochissimo tempo di innalzare i livelli di glicemia nel sangue, è un dato incontestabile.

Quello che, però, non tutti sanno è che questi zuccheri si trasformano in adipe, in altri termini in grasso. Come ha luogo questo processo?

Scopriamolo insieme!

Come e perché gli zuccheri si trasformano in adipe

Dire che lo zucchero e il dolcificante artificiale possiedono un alto indice glicemico è davvero dir poco. Con i dolcificanti artificiali aumenta la glicemia: a sostenerlo è anche La Repubblica in un suo recente articolo.

Ma ciò – come se già non fosse sufficiente – non basta: l’aumento rapido dei livelli di glicemia (zuccheri nel sangue) innesca un altro catastrofico meccanismo: il consumo di zucchero provoca la secrezione di insulina in grandi quantità, ma poiché le cellule non sono in grado di assorbire tutto il glucosio, accade qualcosa di impensabile: si attiva il metabolismo dei grassi che lo trasforma in adipe.

Questo strano processo è, in verità, del tutto naturale: il nostro straordinario e misterioso codice genetico è programmato così, proprio per consentirci di sopravvivere alla possibile, eventuale carenza di cibo letale per ogni essere umano.

Fatto è che la possibilità di rimanere senza cibo – fortunatamente – è assai remota, con l’effetto che non tutte le riserve di grasso vengono utilizzate … e noi ingrassiamo!

Cosa fare dunque? Iniziamo con lo zucchero, preferiamo ad esso un dolcificante naturale al 100%.

La dieta che contrasta glicemia e adipe

Chi, per scelta o per necessità, si vede impegnato nella selezione di cosa mangiare al fine di contenere l’indice glicemico, farà bene ad iniziare con la scelta del dolcificante utilizzato dal caffè.

Siamo pronti, infatti, a rinunciare proprio a tutto: dolci, creme, frutta zuccherina, e finanche ad una fumante pastasciutta, e poi ecco l’errore: smorziamo la nota amara del caffè mattutino/pomeridiano – e a volte anche serale – con quello che possiede appunto il più alto potere glicemico che esista in natura: lo zucchero comune o, in alternativa, il fruttosio ed il dolcificante artificiale.

Una vera dieta pensata per contrastare la glicemia e l’indesiderato accumulo di adipe dovrebbe partire dall’utilizzo di un dolcificante al 100% naturale.

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, dimostra infatti che l’impiego di dolcificanti artificiali – definiti impropriamente acalorici – determina modificazioni della flora intestinale.

Quest’alterazione, in alcuni soggetti, può rivelarsi sfavorevole dal punto di vista metabolico.

Il consumo di questi dolcificanti, esattamente come tutti i cibi ad alto indice glicemico, determina la trasformazione dello zucchero in grassi.

Inoltre, dopo 2-4 ore, la glicemia tende momentaneamente a scendere … e qui inizia la fame: è proprio in questo intervallo che si crea un sovraccarico di lavoro per il pancreas che causa insulino-resistenza con il conseguente significativo aumento delle probabilità del manifestarsi del diabete /aumento del diabete.

Una dieta mirata a contrastare la glicemia ed il diabete, in conclusione, non può fare a meno di radiare definitivamente l’utilizzo di zucchero comune e dolcificanti artificiali, andando a preferire, piuttosto, un buon dolcificante al 100% naturale, genuino e vegan, quale è sweeto, che non altera la flora batterica e che non si traduca in alterazioni dei parametri metabolici.

Ma, questo, pochi lo sanno, a causa della grande confusione che regna sovrana sul mercato.

Si spera, dunque, che le informazioni reali sulle caratteristiche e gli effetti dei dolcificanti naturali inizino a diffondersi … così che tutti possano salvaguardare la loro salute in maniera consapevole.

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